La memoria delle vittime civili di Marcianise del 3 e 4 ottobre 1943.

Come nasce la lapide che ricorda le vittime.

Si è tenuta oggi la commemorazoione delle vittime del3 e 4 ottobre del 43, nell’androne del comune esiste una lapide che le ricorda, ma come nasce e come è stata realizzata.

La lapide collocata nell’androne della Casa Comunale di Marcianise nasce da un lungo lavoro di ricerca e di recupero della memoria storica promosso dall’Associazione Risvegli Culturali e dal Centro Studi di Storia Patria dell’Associazione.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di studio sulla memoria cittadina avviato negli anni precedenti e confluito nel dossier Marcianise senza memoria – Marthenisium sine memoria di Donato Musone (fondatore ed ex Presidente di Risvegli Culturali). Il dossier fu formalmente consegnato al Comune di Marcianise e alla Prefettura di Caserta nel 2021. Tra i temi affrontati vi era anche la necessità di restituire un riconoscimento pubblico ai cittadini di Marcianise uccisi di tedeschi nazifascisti nell’ottobre del 1943.

Il 1° novembre 2021 Risvegli Culturali indirizzò una lettera aperta al Prefetto di Caserta, alle istituzioni comunali e ad altri organismi nazionali chiedendo espressamente che la città ricordasse con una lapide i civili rimasti vittime delle violenze tedesche. La richiesta richiamava anche la legge 25 gennaio 2017, n. 9, che ha istituito la Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo.

Negli anni successivi Risvegli Culturali continuò a sollecitare le istituzioni affinché la proposta trovasse concreta attuazione. Nell’iter furono interessate la Prefettura di Caserta e, a seguito delle segnalazioni presentate dall’Associazione, anche strutture della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Durante la gestione commissariale del Comune, il commissario straordinario Ciro Silvestro accolse quindi la proposta di realizzazione della lapide. La successiva Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Antonio Trombetta, ne sostenne la collocazione presso la Casa Comunale.

La lapide fu infine scoperta ufficialmente il 25 aprile 2024, in occasione del 79° anniversario della Liberazione, nel corso di una cerimonia organizzata dall’Amministrazione comunale alla quale partecipò anche Risvegli Culturali.

I fatti dell’ottobre 1943

Gli avvenimenti vanno collocati nel drammatico quadro determinatosi nell’Italia meridionale dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Alla fine di settembre, dopo le Quattro Giornate di Napoli, le unità tedesche erano impegnate in un progressivo ripiegamento verso nord, combattendo contro l’avanzata alleata e attuando sul territorio evacuazioni, requisizioni, distruzioni, rastrellamenti e violenze contro la popolazione civile.

La ricerca condotta da Risvegli Culturali attraverso la documentazione locale e, in particolare, i registri delle sepolture del 1943, ha ricondotto alla memoria cittadina sei nominativi legati alle violenze di quelle giornate:

Vito Cecere, contadino, nato a Marcianise l’8 aprile 1900, ucciso il 3 ottobre 1943;
Gaetano Sibona, bracciante, nato a Marcianise il 24 ottobre 1922, ucciso il 3 ottobre 1943;
Tommaso Mandile, marittimo, nato a Napoli, ucciso il 4 ottobre 1943;
Giovanni Tartaglione, bracciante, nato a Marcianise il 20 novembre 1925, ucciso il 4 ottobre 1943;
Donato Piccirillo, contadino, nato a Marcianise il 16 ottobre 1924, ucciso il 4 ottobre 1943, a soli 18 anni;
Raffaele Valletta, ramaio, nato a Marcianise, ucciso il 4 ottobre 1943 all’età di 62 anni.

È opportuno precisare che la ricerca storica relativa alle violenze tedesche avvenute nel territorio di Marcianise nell’ottobre 1943 è più ampia e comprende diversi episodi. La lapide deve pertanto essere letta come il risultato di uno specifico percorso di recupero della memoria condotto dall’Associazione sui sei cittadini individuati nella documentazione locale, all’interno di un quadro storico di violenze contro i civili più vasto.

Il significato della lapide

La lapide rappresenta il punto di arrivo di un percorso durato anni: dalla ricerca nei documenti e nei registri cittadini alla richiesta formale rivolta alle istituzioni, fino al riconoscimento pubblico da parte del Comune.

La sua funzione non è soltanto quella di ricordare dei nomi, ma di ricondurre la grande storia della Seconda guerra mondiale e dell’occupazione tedesca alla storia concreta della comunità di Marcianise.

Dietro quei nomi vi erano persone comuni: lavoratori, braccianti, giovani. Civili che si trovarono coinvolti nella violenza della guerra e della ritirata dell’esercito tedesco.

La commemorazione annuale del 3 e 4 ottobre assume per questo un significato preciso: trasformare una memoria per lungo tempo rimasta ai margini della coscienza collettiva in patrimonio pubblico della città e trasmetterla soprattutto alle nuove generazioni.

La collocazione della lapide nella Casa Comunale rafforza questo significato: la memoria delle vittime non appartiene soltanto ai loro familiari o a un’associazione, ma alla comunità cittadina e alle sue istituzioni.