La verità basa sull’affettività, le esperienze reali e i riti vissuti

Articolo di Nicolina Moretta

La prossima presentazione di un mio libro nel mio Comune nativo (Tora e Piccilli) mi ha spinto a riflettere sulle valorialità che ancora esistono nei piccoli centri. Il mondo globalizzato sembra non faccia più riferimento ai valori guida del secolo scorso, mentre i paesini di provincia sono ancora scrigni e custodi di quelle valorialità. I valori fondanti della vita basano sull’affettività, sulle esperienze dialoganti reali, sui riti della tradizione, che certo non oscurano il nuovo che avanza, ma lo illuminano di umanità affettiva e valoriale. Penso al rito perpetuato delle crespelle fritte in piazza dalle laboriose donne di Piccilli, come lo stesso avviene a Marzano Appio o altrove. E di altre iniziative come la “Notte Rosa” di venerdì prossimo a Tora, con temi culturali locali; il “Ferragosto Roccano” e la “Sagra della Castagna IGP e del Fungo Porcino” di Roccamonfina; il “Mastro Mercato” a Marzano Appio. E che dire della “Confraternita della Santissima Trinità” sull’altura di Terracorpo, che domina il territorio marzanese e i paesi vicini. Confraternita (di uomini e donne) fondata nella prima metà del XIV secolo e ancora oggi esistente. La Confraternita della Santissima Trinità della Chiesa di Santa Maria Maggiore, in tempo antico Arcipretura, collegata al Castello della casata Marzano. Nei borghi, l’arrivo della banda musicale nelle feste patronali e il pranzo della festa con amici e parenti. La reiterazione dei riti orienta verso il futuro, dà sicurezza, consapevolezza e consolida la comprensione del presente. Le radici del presente e la visione del futuro vengono dal passato. Il dialogo in presenza tra persone promuove le emozioni, che basano sull’affettività generatrice dei valori umani. Ed è sull’umanità delle persone comuni che basa la ricchezza del mondo. Allora la conclusione è facile: sui social le emozioni non passano, spesso non conosciamo nemmeno l’interlocutore virtuale e talvolta prevale l’aggressività verbale. Quindi non vi è arricchimento emotivo e dei valori sociali. La colpa è tutta dei social! No, non è così. I social esistono e sono utili, siamo noi che ancora non abbiamo imparato ad usarli nel modo corretto e giusto. I social hanno rotto gli argini della comunicazione tradizionale, dando spazio a ogni genere di “verità”, tocca a noi, persone comuni, saper distinguere le “verità” dalla verità.

La maestra Nicolina (Della serie: le maestre non hanno cognome)