Lasciato come un bagaglio scomodo in aeroporto

Non era riuscito a registrarlo come cane da assistenza

Un gesto che ha fatto il giro del web e che lascia senza parole. Nei giorni scorsi un cane è stato abbandonato dalla sua proprietaria all’interno dell’aeroporto perché non poteva salire a bordo dell’aereo: la donna non aveva il biglietto e la documentazione corretta per farlo viaggiare con sé. Invece di fermarsi, chiedere aiuto o rinunciare alla partenza, ha deciso di legare il cane e allontanarsi, lasciandolo solo a guardarla incredulo allontanarsi, in un luogo affollato e sconosciuto.

La scena è avvenuta all’Harry Reid International Airport e le immagini delle telecamere di sicurezza mostrano il cane seduto, immobile, mentre la padrona si dirige verso il gate. Un comportamento che ha suscitato indignazione immediata e che è stato giustamente stigmatizzato: un animale non è un bagaglio da lasciare indietro quando diventa scomodo.

Il personale aeroportuale ha subito allertato le autorità e il cane è stato messo in sicurezza. La donna è stata fermata e denunciata per abbandono. JetBlue, ribattezzato con il nome della compagnia con cui doveva volare, un Golendoodle di due anni, affidato alle associazioni di tutela, si è rivelato docile, affettuoso e socievole, conquistando in breve tempo l’attenzione di migliaia di persone pronte ad adottarlo.

Il lieto fine: una nuova famiglia

Dopo giorni di attesa e tante richieste di adozione, il cane ha finalmente trovato casa. Ad accoglierlo è stata la famiglia del poliziotto che aveva partecipato alle operazioni di recupero, regalando così un lieto fine a una vicenda nata nel peggiore dei modi. Una storia che commuove, ma che non può cancellare l’amarezza per un abbandono tanto evitabile quanto irresponsabile.

Viaggiare con animali: un percorso a ostacoli

Questo episodio, però, apre anche una riflessione più ampia. Viaggiare con i propri animali è ancora troppo difficile. Le regole delle compagnie aeree – come nel caso della JetBlue – sono spesso rigide, complesse e poco uniformi: limiti di peso, trasportini specifici, certificazioni sanitarie, documenti per animali di supporto. Basta un errore o una mancanza per trovarsi bloccati.

A questo si aggiunge un problema strutturale: molti hotel, mezzi di trasporto, ristoranti e strutture pubbliche continuano a non accettare animali, rendendo la vita complicata a chi considera il proprio cane o gatto parte della famiglia. I divieti sono ancora numerosi e l’accoglienza resta disomogenea, soprattutto per chi viaggia.

Nulla, però, può giustificare l’abbandono. Le difficoltà burocratiche non assolvono chi sceglie la strada più semplice e crudele. Questa storia dimostra quanto sia urgente rendere più accessibili le procedure di viaggio con animali, ma anche quanto sia necessario ribadire un principio fondamentale: adottare un animale significa assumersi una responsabilità, sempre, anche quando è scomodo.