Caserta. Né la pioggia né il maltempo hanno fermato gli studenti del Mattei-Ferraris.
Ieri mattina, 8 ottobre 2026, il corteo ha attraversato le strade di Caserta fino a raggiungere piazza Vanvitelli, davanti alla Prefettura.
Con gli studenti, docenti, famiglie e cittadini, uniti dalla richiesta di risposte sul futuro della scuola.
Una partecipazione che, nonostante le condizioni meteorologiche sfavorevoli, ha portato al centro dell’attenzione una vicenda che coinvolge centinaia di ragazzi e un’intera comunità scolastica.
La manifestazione, accompagnata dallo slogan “La scuola al centro, il centro alla scuola”, ha riportato davanti alle istituzioni le domande sulla sede storica di via Settembrini: che cosa accadrà all’edificio, quali sono i tempi previsti e quali risorse saranno realmente disponibili per la ricostruzione?

Dopo l’incontro in Prefettura, sono arrivate alcune informazioni importanti. Secondo il resoconto diffuso successivamente agli studenti, durante il confronto con un tecnico incaricato sarebbe stato spiegato che l’edificio di via Settembrini non sarebbe recuperabile attraverso interventi di ristrutturazione e che la soluzione prevista sarebbe la demolizione e la successiva ricostruzione, mantenendo la destinazione scolastica.
Sempre secondo quanto riferito agli studenti, il progetto sarebbe già definito nell’ambito di un intervento di competenza provinciale.
Nel corso dell’incontro sarebbe stato affrontato anche il tema dei laboratori di tecnologia: le tempistiche indicate sarebbero di circa un mese e mezzo, con l’impegno a cercare di accelerare le procedure per renderli disponibili prima.
Un’indicazione attesa da studenti e docenti, che nel frattempo devono fare i conti con una scuola organizzata su più sedi e con esigenze che non possono essere messe in secondo piano.
La prospettiva della demolizione e ricostruzione, del resto, non nasce oggi.
A settembre era già emersa la candidatura da parte della Provincia di un intervento da circa 14,5 milioni di euro per la sede di via Settembrini, nell’ambito del programma regionale “Scuola Viva in cantiere”.
Ma tra una scheda progettuale, l’accesso ai finanziamenti e l’apertura effettiva di un cantiere possono esserci passaggi decisivi.

Ed è proprio su questi passaggi che servono chiarezza e trasparenza.
Le informazioni riferite dopo l’incontro rappresentano dunque un punto di partenza, non la conclusione della vicenda.
- Quali sono i tempi concreti della ricostruzione?
- Quali finanziamenti sono stati ottenuti e quali devono ancora essere reperiti?
- Qual è il cronoprogramma?
E quando gli studenti potranno tornare a frequentare una scuola pienamente funzionante nella sede di via Settembrini?
Ieri mattina, anche sotto la pioggia, gli studenti hanno fatto sentire la propria voce.
La loro richiesta è quella di riavere il Mattei e di vedere tutelato concretamente il diritto allo studio. Accanto a loro ci sono docenti che stanno affrontando, come il resto della comunità scolastica, le difficoltà di una riorganizzazione complessa.

Non si tratta di cercare un colpevole facile, ma di ottenere risposte precise da chi ha competenze e responsabilità nelle decisioni.
BelvedereNews continuerà a seguire la vicenda, andando oltre le dichiarazioni e le rassicurazioni.
Nei prossimi approfondimenti entreremo nel merito degli atti, delle procedure, dei finanziamenti e delle decisioni che riguardano il futuro dell’istituto.
Perché su una questione che coinvolge così tanti studenti non bastano annunci e buone intenzioni: servono documenti verificabili, tempi chiari e impegni concreti.
La manifestazione di ieri ha portato nuove informazioni.
Ora bisognerà capire quanto siano traducibili in fatti.
Le parole aprono uno spiraglio, ma saranno gli atti a dirci che cosa accadrà davvero al Mattei.