Si, è prossimo ad essere realizzato, ma non c’è ancora un progetto esecutivo, che è diverso dal
progetto definitivo, in quanto ha un grado di dettaglio maggiore e consente, quello esecutivo sì, una
immediata cantierizzazione, una volta esperita la gara d’appalto,. validato dal nuovo commissario
ad acta, da poco insediatosi. E questo ,lo sapevamo già, come pure apprendemmo che le previsioni (
ottimistiche) esternate dall’ing. Messina della Sogesind, la società incaricata di portare a termine
l’impresa, fungendo da General contractor, benché di proprietà statale, sono per una realizzazione
chiavi in mano verso la fine del 2025. Nonostante il fiato sul collo del Presidente della commissione
Regionale Ambiente, on. Consigliere regionale avv. Giovanni Zannini, e l’occhio vigile dell’on.
Mario Landolfi, ex Ministro delle comunicazioni, che fu pronubo dello stanziamento dei 20 milioni
di euro, divenuti poi 23, in parte anche attraverso fondi del PNRR , piano nazionale di rilancio e
resilienza , che utilizza fondi europei , ma si sa, la politica ha i suoi costi, lo diceva già ‘o Ministr’ ,
non Landolfi, ma Mario Cirino Pomicino, nel suo libro ‘GERONIMO’, scritto nel frattempo che
finisse vittima ed arrestato nell’ambito dell’inchiesta MANI PULITE ( e coscienza sporca), proprio
nel frangente dell’attesa angosciosa dell’imminente e ormai inevitabile arresto. Ma tant’è, i prezzi
aumentano, c’è la guerra in ucraina, e la pasta , l’olio, il latte ed il vino aumentano pure per gli
onorevoli, mica solo per noi comuni mortali? Sempre per bocca dell’ing. Messina, nell’incontro di
cui abbiamo riferito qualche mese fa , il mese scorso, se non erro, “Staremo vicini al Comune
perché nel frattempo possano continuare ad utilizzare in sicurezza l’impianto attuale..”, che non è
dei migliori, e, aggiungo, da persona competente in materia, chi volesse smentirmi si faccia avanti ,
così guadagno un po' di soldi a suo danno, visto che questi giornali pagano male o non pagano
affatto, che funzioni, poco o punto che sia, riducendo significativamente il carico inquinante delle
acque reflue, prima che queste siano, una volta depurate, sversate in mare, io non mi ci giocherei un
euro bucato. Non mi soffermerò, come ho fatto nel precedente articolo su osservazioni tecniche
sulla tipologia dell’impianto originario e sui successivi ‘accrocchi’ fatti quando il ‘cuore’
dell’impianto, la vasca Imhoff crollò e dovette essere bypassata , aggiungendo altre vasche,
vaschette , tubi venturi, tramogge, e tubazioni interne secondarie per sopperire alla bisogna. Ma non
credo si sia riusciti nell’intento. Transeamus igitur. Nel 2007 , il Sindaco Conte Ugo Alfredo, lo
esplicitiamo solo perché non sia confuso con Giuseppe Conte, ex premier, benché anch’egli dotato
di improntitudine et bronzea facies, alle ‘insinuazioni ‘ delle opposizioni, volendo mostrare la
trasparenza della sua amministrazione, convocò un incontro, presso il depuratore medesimo, cui
parteciparono lo stesso Sindaco, l’ingegnere capo dell’ufficio tecnico Ing. Vincenzo De Lisa, un
ingegnere di cui non ricordo il nome, in rappresentanza della Ditta che aveva in gestione l’impianto
di depurazione ed alcuni consiglieri di opposizione, i quali incaricarono anche me, in quanto
persona e professionista competente, di assisterle nel presumibile contraddittorio tra maggioranza,
arcisicura del buon funzionamento dell’impianto, ed opposizione , che, invece, alimentava, a mio
avviso, fondatissimi dubbi. Fu invitata anche una giornalista che allora scriveva sul Mattino, la
dott.ssa Lilly Viccaro Theo, il cui articolo prontamente pubblicato con grande evidenza sulla testata
maggiormente diffusa in Campania, Il Mattino di Napoli, titolava : MONDRAGONE: DEPURATORE , CONTE
METTE TUTTI D’ACCORDO, MAGGIORANZA ED OPPOSIZIONE. Dopo un tale titolo, leggere quanto veniva
scritto all’interno dell’articolo era per lo più saltato a piè pari, e ci si limitava a guardare la foto di gruppo
dei partecipanti. Anche all’epoca scrissi qualcosa in contraddittorio alla pretesa entusiastica conclusione
suggerita dal titolo , ed anche il ‘collega’ giornalista, nonché esponente dell’opposizione , Lorenzo
Taglialatela, ne narrò in tal senso, ma oramai il ‘vulnus’ comunicativo perpetrato in danno dei fondelli dei
cittadini era consumato. La Dott.ssa Viccaro Theo, che, all’epoca mi onorava della sua amicizia, ascrisse
meritatamente a se la vittoria del Sindaco Conte. La sua grande capacità e professionalità , quella della
giornalista, fu giustamente apprezzata, anche per altri articoli e servizi, tant’è che da anni fa parte delle
redazione del TG3 e collabora alla messa in onda del seguitissimo programma della Sciarelli ‘CHI L’HA
VISTO?’. Un programma ed una rete da sempre vicina al PCI, prima, poi al PDS, ai DS, ed oggi al Partito
Democratico. Ma ciò non impedì al Sindaco , dottor Achille Cennami , anch’egli di derivazione politica
sinistrorsa , prima DS e poi PD agli albori, succeduto a Conte dopo un breve interregno
commissariale, per le dimissioni di Conte nel 2008, rassegnate, si disse per le vicende dell’ECO4, e
dell’immondizia, che ne causarono anche l’arresto, in seguito, e per il quale è stato condannato poi
anche in appello ed ed è in attesa dell’esito del ricorso in cassazione, di sentire, Cennami dicevamo,
il tintinnìo delle manette per il cattivo funzionamento del depuratore ed in particolare del
trattamento dei fanghi che si accumulavano e non venivano né trattati in loco né conferiti ad un
consorzio abilitato, secondo legge al loro ispessimento ed inertizzazione per poi essere utilizzati
come materiali non più pericolosi. Fu solo burocrazia? Così sosteneva Il Dott. Mariolino Fusco,
dirigente del PCI e poi del PDS, come lui stesso amava definirsi, assessore all’ambiente e dioscuro
di ogni innovazione in campo di tecniche ambientali , attinte, non per competenza personale,
essendo laureato in giurisprudenza, ma per frequentazione partitica, e conoscenza dei metodi di
trattamento dei liquami ma anche degli RSU, fatte nei comuni ‘rossi’ di tutt’Italia e declamati nei
seminari di partito. L’unica cosa positiva della vicenda , fu che il buon Cennami, di sicuro uomo
probo, ed eccellente clinico, davvero colpe non ne aveva, ma era sovrastato dalle ‘ombre rosse’, da
sempre agognanti il potere e non volevano farselo sfuggire a qualsiasi costo. Ma queste sono
considerazioni da riservare ai miei articoli sulla politica e non sul depuratore. Fatto sta che ieri
mattina, durante la mia passeggiata antimeridiana, giunto nei pressi del depuratore in località
Sancello, vedo il cancello aperto di uno dei due rami dell’impianto intervallati dalla foce del
torrente Savone, e tre operai che armeggiavano all’impianto stesso , cercando di disintasare la
griglia mobile che deve intercettare i residui solidi evitando l’intasamento delle condotte, costituite
da stracci, residui di plastica, magari pannolini, altri residui di stoffa o di carta. Uno all’altro:” Aè
cca ce sta tutta sta rubaccia! E quann a districamm tutta sta rrobb? CCa ce ne sta na tonnellatata!” E
con uno rastrello metallico ne inforca un bel pò e la scarica in un cassone metallico posto vicino alla
griglia stessa. Mah! Oggi ritorno colà , c’è un altro operaio che sta attraversando il ponticello non
sul fiume Kwai ma sul Savone si avvia dall’altra parte dell’impianto sparando acqua da una
conduttura mobile direttamente nel Savone. Uno invece bighellona davanti al cancello dell’altra
parte dell’impianto, quella al di qua del Savone stesso. Mi avvicino all’uomo: Buongiorno……”
Buongiorno”…” Ma lei appartiene al Comune , e fa manutenzione all’impianto?” “ No”…..” e
allora appartiene ad una ditta che fa la manutenzione? “ “ Si”….”scusi e come si chiama la ditta per
cui lavora?” . Mi guarda sospettaso e mi fa “ Non lo so…” “ Ma come lei lavora per una ditta e non
sa nemmeno come si chiama ?” . Scena muta…si allontana….io pure me ne vado cercando di
completare la mia corsettina-jogging, devo andare da mio figlio. E Allora? Caro assessore al ramo e
Sindaco Avv. Lavanga? Come si chiama la Ditta che ha in appalto la manutenzione dell’impianto di
depurazione? Vi rendono perfettamente conto dell’impianto? Fate attenzione! Col disastro
ambientale non si scherza! E i NAS stanno sempre in all’erta. L’ARPAC un po' meno. E poi è un
ente regionale ……e dunque deve rendere conto…..