Una serata intensa e partecipata ha celebrato il ventesimo anniversario dei Pastellesse Sound Group protagonisti di un evento speciale per festeggiare qusto gruppo che realtà da vent’anni custodisce e promuove una delle tradizioni musicali più autentiche del territorio.

Non è stato un semplice concerto ma una grande festa, una serata condivisa sul palco con tanti musicisti e in sala con familiari, amici, fan ed appassionati della musica popolare.
Il concerto è stato un viaggio nella loro storia, che si mescola con la memoria collettiva della cittadina in provincia di Caserta, Macerata Campania, che ha saputo conservare, tramandare ed innovare i suoni di botti, tini e falci, nati nella campagne per scacciare le negatività e celebrare Sant’Antuon, il santo protettore degli animali. Una tradizione che, per la sua unicità e specificità è diventata patrimonio UNESCO, egida sotto la quale si è tenuta la serata, condotta dal giornalista Antonio Luisè, al Teatro Città di Pace di Caserta. In questo viaggio nella memoria collettiva, che ha ripercorso i due decenni di attività, impegno e valorizzazione delle radici culturali locali, i Pastellesse hanno coinvolto tanti amici che si sono alternati sul palco con momenti di grande coinvolgimento emotivo, capaci di raccontare attraverso la musica la storia di un percorso che ha saputo mantenere vive antiche sonorità, arricchendole con i suoni di strumenti musicali classici, realizzando sonorità uniche che accompagnano testi intensi, che spaziano dalal religiosità ai temi sociali, dalla tradizione ai balli popolari, tramandandole alle nuove generazioni.
Sul palco si sono alternati diversi artisti della cultura popolare campana. Dalle falde del Vesuvio Gerardo Amarante con gli Spakkapaese e con loro dal passato Marcello Colasurdo, cantore della tradizione, scomparso solo fisicamente ma presente ieri sera con la sua voce, ospite d’onore della festa. I canti dei raccoglitori di canapa dell’alto casertano con gli Arianova, che vantano mezzo secolo di musica. Dall’Irpina i suoni dei Lumanera, potenti, suggestivi ed ancestrali. Gran finale con Carlo Faiello, muscista, cantante, musicologo, studioso e maestro dei canti della tradizione popolare, da oltre vent’anni anima ed ideatore della Notte della Tammorra di piazza Mercato, la piazza di Masaniello e del popolo che ancora vuole ballare e cantare per gioia e per dolore, per amore e per scaramanzia.
La musica la vera protagonista, con gli intermezzi narrativi di Donato Capuano, voce dell’ensemble e l’energia del capobattuglia Nicola Castiello a dirigere le percussioni di botti, tini e falci.


Con loro le magnifiche coreografie popolari della Barca di Teseo e le straordinarie ballerine dell’Ecole d’art et ballet.
Venti anni di ritmi e tradizioni per far battere il cuore della nostra terra, recitava la locandina. I cuori della sala stracolma battevano all’unisono, così come le mani al ritmo delle percussioni.
Le Pastellesse rappresentano oggi molto più di una semplice esperienza musicale: sono un simbolo, un patrimonio culturale che partiti da Macerata Campania sono arrivati ad accompagnare la Madonna di Piedigrotta, ai programmi Rai di punta come quello di Fiorello e Casa Sanremo; hanno travalico l’oceano sbarcando in Messico per portare i loro suoni e i loro ritmi continuando ad unire la comunità nel segno della tradizione e dell’appartenenza.
Il ventennale ha offerto l’occasione per celebrare non soltanto un importante traguardo, ma anche il lavoro di quanti, nel corso degli anni, hanno contribuito alla crescita e all’affermazione di questa importante realtà. E rappresenta un nuovo punto di partenza per nuovi progetti tutti da condividere e soprattutto da cantare e ballare insieme. A sant’Antuon e per tutto l’anno e gli anni a venire, portando in giro una musicia che è cultura, radici salde nella propria terra e nei propri valori ed ali spiegate per volare alti verso successi e soddisfazioni meritatissime.