Un ragazzo di 13 anni avrebbe portato a scuola, a Luni, in provincia della Spezia, un coltello da cucina con una lama lunga 22 centimetri. Secondo quanto ricostruito, il giovane lo avrebbe mostrato ai compagni durante l’intervallo. Sono stati proprio gli studenti, colpiti dalla gravità della situazione, ad avvertire gli insegnanti. Da lì è partita la segnalazione alla dirigente scolastica e, a seguire, l’allerta ai carabinieri. Il minore, stando alle prime valutazioni, non avrebbe piena consapevolezza del gesto compiuto. Una percezione diversa da quella dei compagni, che hanno immediatamente colto il rischio.
L’intervento delle forze dell’ordine
I carabinieri hanno ascoltato il ragazzo in caserma, alla presenza dei genitori. Essendo non imputabile per età, non è stato adottato alcun provvedimento penale diretto. Gli inquirenti hanno però disposto una perquisizione nell’abitazione della famiglia. All’interno dell’appartamento sarebbero stati rinvenuti diversi coltelli simili a quello descritto dagli studenti. La vicenda è stata segnalata al Tribunale per i minorenni, che valuterà eventuali misure di competenza. L’obiettivo resta quello di comprendere il contesto e prevenire comportamenti potenzialmente pericolosi.
Una scuola che reagisce
L’episodio evidenzia l’importanza del ruolo svolto dalla comunità scolastica. La segnalazione tempestiva degli studenti ha consentito un intervento rapido e proporzionato. Non si è verificato alcun atto violento, ma il caso riporta al centro il tema della sicurezza e della prevenzione. Scuola e famiglia restano i primi presìdi educativi per intercettare segnali di disagio. In situazioni come questa, la risposta non è punitiva, ma orientata alla tutela del minore e degli altri studenti. Un equilibrio delicato, che passa dall’ascolto, dalla responsabilità e dalla collaborazione tra istituzioni.