Il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo è un passaggio che merita attenzione e consapevolezza, non reazioni istintive. Le ragioni del NO, che saranno illustrate l’11 marzo nella Sala Comunale Iorio di Maddaloni, non nascono da appartenenze politiche ma dall’esperienza concreta di chi opera ogni giorno dentro il sistema giudiziario e ne conosce equilibri, limiti e fragilità.

L’incontro offre la possibilità di ascoltare magistrati, avvocati e rappresentanti del mondo del lavoro che porteranno una lettura approfondita delle conseguenze che il referendum potrebbe avere sull’indipendenza della magistratura e sulla tenuta costituzionale del sistema. È un’occasione per comprendere perché molte figure competenti ritengono che il NO sia la scelta più prudente per evitare interventi che rischiano di indebolire le garanzie e di alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Partecipare significa prendersi il tempo di capire prima di decidere. Significa riconoscere che la giustizia non è un tema tecnico riservato agli addetti ai lavori, ma un pilastro che riguarda la vita di tutti. Significa anche sottrarsi alla superficialità del dibattito pubblico e affidarsi a chi può offrire strumenti per orientarsi con maggiore lucidità. L’11 marzo non è un appuntamento formale: è un momento di ascolto e di confronto che permette di maturare una posizione informata. Ed è proprio da questa consapevolezza che può nascere un NO ragionato, non gridato, ma fondato sulla tutela della Costituzione e sulla necessità di preservare un sistema di garanzie che appartiene a tutti.
Essere presenti significa scegliere di capire prima di votare. E questo, oggi, è già un gesto di responsabilità democratica.