SAN FELICE A CANCELLO – Era tra le braccia della sua padrona quando è stato aggredito da un pitbull. Per lo yorkshire non c’è stato nulla da fare: le gravissime ferite riportate durante l’attacco hanno reso necessario il ricorso all’eutanasia. La proprietaria, coinvolta nell’aggressione, è stata invece costretta a ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di San Felice a Cancello. L’episodio si è verificato in via Roma. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri e riferito dai protagonisti, la donna stava passeggiando con il proprio cane quando il pitbull, di proprietà di un uomo del posto, è intervenuto all’improvviso aggredendo lo yorkshire. L’attacco è stato particolarmente violento: il pitbull ha raggiunto il piccolo animale nonostante fosse tenuto in braccio dalla proprietaria, riuscendo a strapparglielo e a provocargli lesioni gravissime. È scattata immediatamente la corsa contro il tempo per tentare di salvare lo yorkshire. L’animale è stato trasportato d’urgenza in una clinica veterinaria di Caserta e sottoposto alle cure dei sanitari. Le sue condizioni, tuttavia, erano ormai troppo compromesse e, di fronte alla gravità delle lesioni, si è reso necessario procedere all’eutanasia. Anche la proprietaria ha avuto bisogno di assistenza medica ed è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale cittadino. Sul luogo dell’accaduto sono intervenuti i carabinieri, che hanno raccolto gli elementi necessari alla ricostruzione della vicenda e verificato le condizioni di mancata custodia dell’animale. Al termine degli accertamenti, il proprietario del pitbull è stato denunciato in stato di libertà. Nei suoi confronti, allo stato degli atti, vengono contestati i reati di lesioni personali colpose, omessa custodia e malgoverno di animali. Una vicenda che riaccende inevitabilmente il dibattito sulla responsabilità dei proprietari e sulla corretta gestione dei cani di grande potenza fisica, soprattutto quando si trovano in luoghi pubblici. Il caso di San Felice a Cancello pone ancora una volta una domanda fondamentale: come garantire maggiore sicurezza nella gestione degli animali e prevenire aggressioni che possono avere conseguenze drammatiche? Il tema non riguarda soltanto la razza dell’animale — per la quale in specifici contesti è prevista una valutazione da parte del veterinario — ma soprattutto le modalità di custodia e il comportamento del proprietario. Risulta sempre più decisivo il possesso di un’adeguata formazione e la piena consapevolezza nel rispetto delle regole previste per la tutela e la sicurezza delle persone e degli altri animali.