DI GIANCLAUDIO DE ZOTTIS
Maddaloni – presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, una delegazione di lavoratori della Fondazione Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni ha incontrato il presidente della Sezione fallimentare, Gian Piero Scoppa per rappresentare, al magistrato, i problemi connessi al loro status lavorativo di dipendenti del Villaggio dei Ragazzi. La delegazione, ha esternato all’Autorità competente il timore che un provvedimento definitivo di conferma della inammissibilità della procedura da composizione della crisi da sovraindebitamento possa produrre effetti deleteri, in termini eufemistici, sulla stessa esistenza dell’Opera fondata da Don Salvatore d’Angelo nel lontano 1947. La pronunzia giudiziaria, riconoscendo l’Istituzione quale Ente economico in virtù della riscossione delle rette scolastiche, il cui ammontare non rappresenta certo un elemento ponderante rispetto alle entrate totali del “Villaggio”, esporrebbe la stessa ai ricorsi di fallimento di qualsivoglia creditore e potrebbe costituire un ostacolo alla ricezione dell’erogazione del contributo regionale che rappresenta l’unica vera fonte di sostentamento.
Detto questo, svanirebbero nel nulla 171 posti di lavoro, occorrerebbe ricollocare nelle scuole della provincia di Caserta, con non poche difficoltà, viste le note vicende finanziarie che la stessa sta attraversando, circa 500 studenti, per molti dei quali, in considerazione della specificità degli indirizzi di studio intrapresi, la ricollocazione sarebbe possibile addirittura fuori regione (con tutti gli oneri del caso), servirebbe trovare una soluzione ai disagi di circa 40 convittori, alcuni dei quali con specifiche problematiche, si perderebbe l’unica Scuola Universitaria esistente sul territorio maddalonese: senza la Scuola per Mediatori Linguistici Maddaloni perderebbe moltissimo dal punto di vista della formazione linguistica, della cultura e anche dal punto di vista economico e sociale. Altresì, la rappresentanza sindacale ha esternato a Scoppa la preoccupazione che la conferma definitiva del summenzionato provvedimento possa annullare, di fatto, una serie di azioni intraprese dall’attuale gestione commissariale miranti all’ottimizzazione del contributo regionale ai fini della morigeratezza della spesa e dell’aumento delle entrate, alla normalizzazione stipendiale ed organizzativa.