ROSARIA APREA , la Miss di Macerata Campania: ” Non ho mai tentato di investire PASQUALE RUSSO”

Mercoledi’ scorso  , 13 aprile 2017,  nel Palazzo di Giustizia di Santa Maria C.V., si e’ tenuta l’udienza contro Rosaria Aprea, la miss di Macerata Campania simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, nell’ambito del processo che la vede imputata per stalking ai danni dell’ex compagno Pasquale Russo, 35 anni, anche lui di Macerata.

Rosaria, difesa dall’avvocato Giuseppe Foglia, ha contestato tutti gli addebiti e ha ricostruito la «sua» verità su cosa sarebbe accaduto il 14 aprile di un anno fa, a Portico. «Non ho mai tentato di investirlo. Ho urlato, ho inveito contro di lui, sì, ma perché mi doveva dei soldi», ha riferito al giudice.

Secondo la vittima, invece, Rosaria avrebbe pigiato il piede sull’acceleratore e l’avrebbe colpita, «di striscio, per fortuna». Russo era appena uscito da un negozio: si recò in ospedale, fu medicato, refertato e dimesso. E, subito dopo, corse dai carabinieri a sporgere denuncia. Aprea era con le amiche Janette Boutria e Marianna Bifone, a vario titolo coinvolge nella vicenda. Da metà di gennaio, è ai domiciliari per aver violato il divieto di avvicinamento all’uomo, scaturito da quell’episodio.

Foglia, nei prossimi giorni, presenterà istanza di revoca, «perché – afferma – a nostro avviso, sono venute a mancare le esigenze della custodia cautelare».

E, poi, perché l’imputata, in una condizione così restrittiva, non può «provvedere alle sue indispensabili esigenze di vita e a quelle del figlio di appena 5 anni». La violazione del divieto risale al 24 dicembre 2016.
Quel giorno, Rosaria si presentò a casa del padre di Russo e avrebbe minacciato Pasquale, facendo uso, secondo l’accusa, di armi e ostentando parentele con il clan Bifone, attivo nella zona. Il fatto non è in contestazione, ma la difesa, sia penale che civile, ritiene di avere buone argomentazioni.

Per gli avvocati, Rosaria non sapeva che a casa del padre ci fosse Pasquale. Ed era andata lì per riprendersi il figlio.

Il tribunale ha emesso un’ordinanza che ha concesso l’affido privilegiato del bimbo alla mamma. A causa del divieto di avvicinamento, lo scambio del piccolo doveva avvenire tramite i nonni. Ecco perché lei si sarebbe recata dal papà di Russo. La relazione funestata da litigi continui, il legame con Pasquale, che era in aula, si spezza quando Rosaria incontra Antonio Caliendo, l’uomo che, nel maggio del 2013, la colpisce con un calcio all’addome, mandandola, in fin di vita, all’ospedale.