Santa Maria C.V. Secondo la Procura di Roma, Giudici di Pace e Avvocati, avrebbero fatto andare sempre a buon fine le cause da incidente, perché venivano corrotti dalla ricezione di champagne, accompagnati da cifre consistenti in danaro negli astucci, gioielli costosi, borse Gucci da 4000€, orologio prestigiosi, etc
Il gip del tribunale capitolino, dopo le perquisizioni eseguite dagli inquirenti lo scorso maggio, ha emesso alcune misure cautelari notificate ieri, 29 Gennaio, da Polizia e Guardia di finanza di Caserta, nei confronti di tre Giudici di Pace di Santa Maria Capua Vetere: Rodosindo Martone, Bruno Dursio e Maria Gaetana Fulgeri, con sospensione per un anno dall’esercizio pubblico dell’ufficio, mentre gli Avvocati Michele Zagaria, Vincenzo Castaldo e Michele Chirico hanno ricevuto il divieto di esercitare la professione per lo stesso periodo.
Ai domiciliari, l’ Avvocato Giuseppe Luongo.
Indagati, ma con sequestri per equivalente, Elvira Merola, compagna di Martone. Giuseppe D’Amico medico e suo cugino Michele D’Amico, Docente Universitario di Farmacologia dell’ Università Vanvitelli e Presidente di Commissione concorsuale.
Secondo il Gip, Martone e la compagna avrebbero chiesto e ottenuto, dai medici Giuseppe e Michele D’Amico, la consegna anticipata degli argomenti oggetto della prova per l’accesso alla scuola di specializzazione in farmacologia.
In cambio, il Giudice avrebbe “remunerato” il medico di riferimento attraverso il conferimento sistematico di incarichi come consulente tecnico d’ufficio.
Gli inquirenti hanno anche ottenuto un decreto di sequestro preventivo nei confronti degli indagati per oltre 300mila euro, somma equivalente agli importi di risarcimento di sentenze decise dai giudici.
Gli avvocati avevano il compito di curare l’intero iter relativo ai falsi sinistri stradali.
Tra le cause più ricorrenti vi erano l’investimento di pedoni su strisce pedonali o di soggetti a bordo di biciclette, ma anche testimoni omonimi dei reali.
L’ordinanza del Gip di Roma, Angela Gerardi si focalizza sull’avvocato Giuseppe Luongo, indicato come regista di una rete di sinistri mai avvenuti, che, per almeno dieci anni, sarebbero andati a buon fine, secondo gli inquirenti, grazie a rapporti personali e corruttivi con più magistrati onorari.
Tra le diverse intercettazioni raccolte dagli inquirenti, una del legale Giuseppe Luongo “Sono venuto per togliermi questo pensiero” dice, il 19 novembre 2024, appena entrato a casa del Giudice Bruno Dursio a Napoli, con una busta da 5000 euro contati in studio davanti alle telecamere.
Tutti gli indagati si sono difesi nel corso delle indagini, chiarendo le contestazioni ricevute.