Dilaga la protesta in Iran: RaiNews parla di 46 città in 21 province e afferma che, stando ai media iraniani, il disordine è stato creato “ad hoc” da USA e Israele.
Trump, dal canto suo, minaccia di colpire l’Iran, mentre le ONG statunitensi parlano di almeno 45 morti.
Il regime, intanto, ha prolungato il blocco delle comunicazioni, chiudendo tutto: Internet, telefoni, ogni comunicazione verso l’esterno.
Questo è lo scenario internazionale. Il mondo, però, è costituito per la maggior parte non da capi di Stato, bensì normali cittadini.
Questo è l’appello di Rozita Shoaei, una cittadina iraniana in Italia:
“Oggi in Iran c’è di nuovo blackout totale.
Internet, telefonate, ogni via di comunicazione con l’esterno è stata chiusa.
Da ieri non ho notizie della mia famiglia.
E come me, tantissimi iraniani nel mondo vivono ore di paura, angoscia e impotenza.
Questo silenzio non è un problema tecnico.
È una strategia deliberata.
Un modo per isolare il popolo, reprimere le proteste, nascondere la violenza, spezzare i legami umani più essenziali.
Un regime che spegne la voce di un intero Paese per sopravvivere è un regime criminale.
Negare la comunicazione significa negare la vita, la sicurezza, la dignità.
Chiedo a chi legge di non voltarsi dall’altra parte.
Il silenzio imposto dall’Iran non deve diventare silenzio internazionale.
📢 Parlate. Condividete. Denunciate.
Per chi oggi non può farlo“.