Nella nuova udienza del processo su presunte infiltrazioni camorristiche nei lavori pubblici, imprenditori e funzionari bancari ricostruiscono operazioni e rapporti. L’ingegnere Luca Diana: “Assolto con sentenza definitiva, nessun legame con Zagaria”.
Proseguono le udienze del processo sulla presunta rete di relazioni illecite che avrebbe condizionato l’assegnazione di appalti pubblici nella città di Capua. Davanti alla terza sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta dal giudice Giuseppe Meccariello, con a latere Anna Sofia Sellitto e Raffaele Ferraro, sono stati ascoltati imprenditori e testimoni che hanno ricostruito affari, società coinvolte e dinamiche finanziarie.
Tra i testi comparsi in aula anche l’ingegnere Luca Diana, titolare dell’impresa 3D, che ha chiarito il suo ruolo autonomo e totalmente estraneo a qualsiasi influenza o contesto criminale.
Diana ha spiegato di aver conosciuto Orlando Zagaria durante il periodo universitario e di aver avuto con lui un rapporto di semplice amicizia. Ha tenuto a sottolineare che i lavori di ristrutturazione della scuola “Ettore Fieramosca” di Capua sono stati interamente eseguiti dalla sua ditta, la 3D, in totale autonomia, senza alcun coinvolgimento della società Prisma Costruzioni, come invece erroneamente riportato in precedenza.
Tale circostanza è stata accertata in sede giudiziaria, come ribadito anche nella sentenza della Corte d’Appello di Napoli – I sezione penale, del 13 febbraio 2025, che ha definitivamente escluso qualsiasi legame tra Diana e ambienti camorristici, precisando testualmente:
“D’Altronde, questo appalto è stato aggiudicato all’impresa 3D riferibile a Diana Luca, la cui posizione giuridica è divenuta definitiva, sicché è dato certo che egli non fosse il prestanome di Zagaria”.
Già il GUP del Tribunale di Napoli, dott. Provvisier, aveva emesso una sentenza di assoluzione nei suoi confronti, rigettando l’ipotesi di aggravante mafiosa ex art. 416 bis.1 c.p.p., e tale sentenza non è stata appellata dalla Procura.
Gli affari immobiliari e i rapporti con Pagano
Nel corso della stessa udienza, l’imprenditore Gabriele Repino ha raccontato i dettagli di due operazioni immobiliari condotte con Domenico Pagano, imprenditore ritenuto dalla DDA vicino alla fazione Schiavone del clan dei Casalesi. Il primo affare, da 7 milioni di euro, riguardava un terreno a Casapulla per la costruzione di alloggi destinati all’Aeronautica Militare, successivamente ceduto a Domenico Capone. Il secondo, invece, prevedeva la realizzazione di una RSA su un terreno poi sequestrato per problemi legati al cambio di destinazione d’uso.
A finanziare entrambe le operazioni, ha detto Repino, furono istituti bancari, tra cui la Banca Monte dei Paschi di Siena – filiale di Villaricca.
Focus sui flussi di denaro e controlli bancari
È stata ascoltata anche l’allora direttrice della filiale della Banca Popolare di Bari di Santa Maria Capua Vetere, che ha chiarito le modalità di prelievo in contanti e i controlli previsti per importi superiori a determinate soglie. Il nome del cassiere Andrea D’Alessandro, impiegato in quella filiale, è emerso per i suoi presunti legami di amicizia con Francesco Zagaria (alias Ciccio ’e Brezza), già collaboratore di giustizia.
Gli imputati e le accuse principali
Attualmente sono a processo:
- Domenico Pagano, imprenditore di Trentola Ducenta
- Domenico Farina, imprenditore di San Prisco
- Alfredo Maria Cenviti, tecnico
Tutti sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, concorso esterno, turbativa d’asta, corruzione, abuso d’ufficio e riciclaggio.
L’inchiesta si configura come filone secondario della maxi-indagine che ha coinvolto, tra gli altri, l’ex sindaco di Capua Carmine Antropoli, diversi assessori, dirigenti comunali e imprenditori dell’area casertana. Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia, sarebbe stato creato un sistema strutturato di favoritismi e scambi di favore, con l’obiettivo di pilotare gli appalti pubblici a vantaggio delle imprese legate a specifiche fazioni criminali.
Prossima udienza a ottobre
Il processo proseguirà a ottobre, quando saranno ascoltati i consulenti tecnici della DDA. Nel collegio difensivo figurano gli avvocati Giovanni Cantelli, Vittorio Giaquinto e Giuseppe Stellato.