Giunge al termine la III edizione della rassegna culturale promossa dal Comune Di Vitulazio e dall’assessore alla Cultura Francesco Di Gaetano, organizzata da Architempo ETS e Capua il Luogo della Lingua festival.
Sabato 26 settembre, ore 19.00 in Piazza Riccardo II l’ironia sarà protagonista con Gino Rivieccio e il suo “Che io sappia, non so. Cordata di minime e massime senza tempo” (Guida). A presentare l’incontro sarà la giornalista Mariamichela Formisano.
Aforismi, battute, pensieri e osservazioni raccolti nel tempo tra teatro e social diventano una sorta di “dispensa del sorriso”, nella quale la comicità si accompagna alla riflessione. La quotidianità, i suoi paradossi e le sue contraddizioni sono raccontati attraverso lo sguardo ironico di uno degli interpreti più riconoscibili della tradizione comica napoletana.
Domenica 27 settembre, ore 19.00 in Piazza Riccardo II, la rassegna prosegue con Emanuele Bosso, con il libro “Satelliti” (Mondadori), il suo romanzo d’esordio, presentato dalla docente Daniela De Rosa.
Ambientato nel 1985 in un piccolo borgo di montagna, il romanzo racconta l’amicizia profonda tra Filippo e Tommaso, due ragazzi segnati da ferite familiari e diverse forme di solitudine. L’immagine dei satelliti, corpi che si attraggono seguendo orbite parallele, diventa la metafora di un rapporto destinato a cambiare traiettoria.
Domenica 27 settembre, ore 21.00 in Piazza Riccardo II a chiudere la terza edizione sarà Marco Zurzolo con “Forcella” (Colonnese Editore), un racconto dalle tinte gialle ambientato nel cuore dello storico quartiere popolare di Napoli.
Presentato dalla giornalista Mariamichela Formisano, il sax di Zurzolo sarà accompagnato dal piano di Luis De Gennaro.
Musicista, compositore, direttore e arrangiatore, Zurzolo costruisce una storia popolata da musicisti, investigatori, professionisti e figure popolari, nella quale il jazz diventa chiave narrativa e Forcella lo scenario di un’avventura dal ritmo serrato e profondamente napoletano.
Con la terza edizione di “Liber”, Vitulazio torna dunque a fare della propria piazza un luogo di cultura vissuta e condivisa, nel quale libri e autori diventano occasione per incontrarsi, discutere e guardare il presente da prospettive differenti.
Una vera agorà contemporanea, dove la parola scritta esce dalle pagine e diventa dialogo, memoria, conoscenza e comunità.