SAN NICOLA LA STRADA – In diverse vie del centro e della periferia ci sono moltissime buche che mettono a serio rischio gli pneumatici e le sospensioni delle autovetture. Numerose sono le richieste ricevute dal Comune sannicolese anche se l’Assessorato ai Lavori Pubblici annuncia che si stanno facendo salti mortali per rimettere in sesto il manto stradale.

La questione delle “strade gruviera” è attualissima, ma se nelle altre arterie cittadine qualcosa si sta muovendo c’è un luogo dove le strade sono ostaggio di istituzioni statali che, con la scusa che queste strade sono protette da una legislazione obsoleta e oramai fuori del tempo, impediscono al Comune di asfaltare il manto stradale.

Stiamo parlando dei due rami del Galoppatoio che corre parallelo al Viale Carlo III^, quello, per intenderci, che fu creato dal grande Vanvitelli: il lato est ed ovest. Su questi due rami non si è fatto nulla da svariati decenni. Ai tempi del “giurassico” venne spalmato sul terreno del cemento, perché l’asfalto avrebbe compromesso l’aspetto che il Vanvitelli avrebbe voluto. Dai tempi del Vanvitelli sono trascorsi tre secoli, eppure alcuni funzionari sono rimasti legati a tre secoli orsono.

Dove erano questi funzionari quando venne costruita la Stazione Ferroviaria di Caserta e venne costruito un muro per farvi passare i treni interrompendo di fatto quell’unicum che “univa la Reggia di Caserta al Viale Carlo III^ e, con esso ai due Galoppatoi?”. L’aver costruito i due muri della stazione di Caserta ha posto fine all’idea stessa del Vanvitelli e un funzionario qualunque non può tenere in scacco una intera Città di oltre 22.000 residenti. Siamo nel 2020 ed abbiamo due Galoppatoi fermi al ‘700. Inaccettabile.

Anche per la costruzione di una rotatoria all’incrocio fra Via De Gasperi-Recale-Viale Carlo III^ ci fu in un primo momento (2011) il diniego da parte della Sovrintendenza. Era dal 2011 che la Sovrintendenza negava l’autorizzazione ed anche allora i cittadini ed alcune forze politiche si opposero a questo diniego. “Secondo la Sovrintendenza, l’incrocio di Recale, spezzerebbe il legame della Reggia di Caserta con il disegno originale del Vanvitelli che aveva costruito il Vialone Carlo III^ come un “continuum” della Reggia stessa.

Ma” – affermava Pierluigi SCHIAVONE, allora candidato con Forza del Sud – “la Sovrintendente dimentica, o fa finta di nulla, che il continuum fra la Reggia ed il vialone è stato interrotto nel momento in cui è stata costruita la Stazione ferroviaria di Caserta che, di fatto, con il suo alto muro di recinzione che rappresenta invece una sorta di “Muro di Berlino”, dove da una parte ci sono i casertani e dall’altra parte del muro ci sono tutti gli altri. Inoltre proprio a Caserta, alla fine del viale Carlo III^ è già presente una rotatoria. Allora come la mettiamo ? Dove era la Sovrintendente” – è l’accusa che lanciava allora Schiavone ai vertici casertani e nazionali del Ministero – “quando, stravolgendo il disegno del Vanvitelli, hanno consentito alle Ferrovie di costruire la stazione ferroviaria ?

Perché all’epoca non fu deciso di fare una stazione ferroviaria sotterranea che, in tal modo, avrebbe lasciato intatto il progetto vanvitelliano. Per quali oscuri motivi, ora si tira in ballo il progetto iniziale quando da oltre 50 anni quel progetto è andato a farsi ….benedire ?”. Quanto affermava Pierluigi Schiavone era assolutamente vero, eppure ci sono voluti sette anni prima di ottenere l’autorizzazione.

Quella stessa autorizzazione, che, come ci ha confidato l’Assessore ai LL.PP. di San Nicola la Strada, Antonio MEGARO, viene ora negata da un oscuro funzionario della Sovrintendenza. Ma anche l’Amministrazione comunale sannicolese è assente. Perché non prende carte e penna è scrive direttamente ai Ministro ai Beni Culturali, Dario Franceschini, e chiede un interessamento portando come argomentazioni quanto abbiamo appena scritto?

La circolazione sui due Galoppatoi è diventata ormai un’impresa ad alto rischio, sia per l’integrità meccanica degli autoveicoli che per l’incolumità di conducenti e passeggeri. Il problema, che possiamo definire tristemente “annoso” e, che come BELVEDERE NEWS abbiamo più volte portato all’attenzione delle istituzioni locali, spesso viene risolto con rattoppi (questi con asfalto, ma non era vietato?) che durano ben poco e non resistono quasi per nulla alle intemperie.

Più che un quadro di emergenza risulta un quadro fallimentare, una débâcle di amministratori inefficienti, interessati alla polemica e per nulla alla soluzione dei problemi dei cittadini sannicolesi. C’è qualcuno fra le forze politiche e liste civiche di opposizione all’attuale quadro politico imperante in San Nicola la Strada che abbia il coraggio, la forza, ma soprattutto la volontà di raccogliere delle firme in calce ad una petizione da inviare al Ministro Dario Franceschini, al Sovrintendente di Caserta, al Sindaco del Comune di San Nicola la Strada e chiedere l’autorizzazione per installare un manto stradale in asfalto”.
