Le parole dell’assessore regionale Nicola Caputo risuonano tristemente nell’aggiornamento di fine estate di una vertenza profondamente onerosa per le tante aziende zootecniche dell’area casertana che da tanto tempo stanno subendo un cataclisma economico e di immagine senza ancora una risoluzione efficace e soddisfacente per tutti gli attori in causa. “Dati in miglioramento ed eradicazione della brucellosi vicina”. E’ quanto emerso dalle parole dell’assessore regionale all’Agricoltura nella riunione della Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni lo scorso 11 settembre, alla Reggia di Caserta, con il ministro Francesco Lollobrigida. I numeri emersi dicono che la prevalenza a Caserta scende dal 13,26 % del 2022 al 12% di agosto 2023 e l’incidenza (tasso di nuovi casi sul patrimonio bufalino esistente)rallenta fino al 5%, ma l’obiettivo posto dal piano regionale per fine anno di una prevalenza dell’1,62% appare improbabile.Quello che preoccupa resta la diminuzione del patrimonio bufalino a Caserta:solo 185.379 capi in Banca dati nazionale Teramo al 15 luglio 2023 contro i 190.553 capi registrati al 30 giugno 2022, e il patrimonio regionale che cresce di un migliaio di unità indicando che Salerno esprime un incremento di quote. In una nota stampa la Regione Campania comunica: “D’intesa con il Presidente De Luca, il Commissario Cortellessa ha inviato la richiesta al Ministero della Salute per una valutazione sulla possibilità di allargare la somministrazione dei vaccini oltre i 6 mesi di vita dei vitelli, fino a 12 mesi. Inoltre, è stato richiesto al Ministero l’autocontrollo nelle aziende con veterinari convenzionati e l’applicazione dei test “SAR””. Si tratterebbe in pratica di alcune delle richieste avanzate da molto tempo dagli allevatori.Intanto Gianni Fabbris, portavoce del Coordinamento Unitario in difesa del Patrimonio Bufalino, era intervenuto nei giorni scorsi stigmatizzando il tentativo del governatore De Luca “di scaricare sul Governo la responsabilità del fallimento e di provocarlo fino al punto da sfidarlo ad “agire” con la malcelata speranza di passare il cerino acceso nelle mani di altri dal momento che i numeri del fallimento stanno emergendo senza possibilità di essere più nascosti”. Segnaliamo,intitolato ad Antonio Lucisano, la nascita dell’Osservatorio e del Centrodoc Indipendente sulla Bufala Mediterranea e sui sistemi di allevamento territoriali, per sviluppare approfondite azioni di ricerca che indaghino i diversi aspetti di conoscenza di questo animale e dei prodotti (derivati della carne e latte soprattutto) e propongano strategie di tutela, selezione e miglioramento genetico e valorizzazione dell’allevamento e dei suoi cicli produttivi.