Lo scrittore casertano Giuseppe Russo presenta il suo libro

Il 13 luglio ad Avellino i caduti di Pietra

 

Una storia diversa fatta di pietre,  tele, colori, chiese, madonne, stadi, caffè storici, botteghe artigianali, musei, aziende, teatri, regge e tanti altri beni culturali distrutti, violentati, trafugati ed occupati durante il conflitto  bellico più distruttivo del secolo scorso. Questa è la storia che ci racconta Giuseppe Russo nei suoi libri: «Gli anni della guerra in Campania furono tre volte più devastanti che nel resto d’Italia. Non caddero solo militari e civili. Caddero anche le pietre angolari della nostra cultura» . Questa frase racchiude il senso del suo progetto editoriale che sta crescendo sempre di più in questi anni e che porta in giro per la penisola.

Il prossimo 13 luglio, con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, a cui appartiene, e dell’Amministrazione della Provincia di Avellino, presso lo storico CIRCOLO della STAMPA di Avellino, con la moderazione dello stimatissimo giornalista Gianni Colucci, Giuseppe Russo racconterà delle tragedie della Seconda guerra mondiale viste attraverso gli occhi delle tradizioni e dei beni culturali deturpati, trafugati e occupati nella nostra regione. Per l’occasione verranno presentati diversi progetti dello scrittore che, dal prossimo autunno, vedranno la luce. Dal lancio della serie a fumetti, che si aprirà con OPERAZIONE51, alla pubblicazione della mappatura multimediale, 3D e in Augmented Reality della “Campania sotto le bombe”, passando per l’anteprima del nuovo libro IL PRIMO FRONTE, fino al lancio dell’esposizione permanente della mostra LE 5 ONDE presso importanti strutture museali regionali: saranno illustrate diverse interessanti novità in arrivo tra fine 2019 e inizio 2020.
L’appuntamento è per  il 13 luglio ad Avellino, alle ore 18, presso il Circolo della Stampa, insieme alla giornalista Jenny Capozzi, che ha organizzato l’evento, al sempre presente vicedirettore del Dea Notizie Domenico Valeriani, al redattore de Il Mattino Gianni Colucci e a un’apprezzata rappresentanza del 232° Reggimento Trasmissioni dell’EI.