La Cisas esprime solidarietà al personale Ospedale “S. Rocco” di Sessa Aurunca e chiede presidio fisso di Polizia

La Cisas e la Federazione Cisas Sanità, esprimono la piena solidarietà al personale ospedaliero, chiedendo interventi di tutela a favore del personale in servizio nonché l’adozione di opportuni interventi di legge, come richiesto da più parti ed anche dalla Cisas al Ministro della Sanità

SESSA AURUNCA – La Cisas Campania esprime condanna per le numerose aggressioni che si verificano presso gli ospedali del casertano a danno del personale sanitario, primo fra tutti quello in servizio presso l’ Ospedale San Rocco di Sessa Aurunca. La Cisas e la Federazione Cisas Sanità, esprimono la piena solidarietà al personale ospedaliero, chiedendo interventi di tutela a favore del personale in servizio nonché l’adozione di opportuni interventi di legge, come richiesto da più parti ed anche dalla Cisas al Ministro della Sanità.

La Cisas sollecita anche la presenza di un distaccamento fisso di Polizia presso l’ospedale di Sessa Aurunca, la cui direzione deve potenziare il Servizio di Pronto Soccorso, tenuto conto che non è più possibile che persone sofferenti debbano sostare lungamente ed inutilmente in attesa di un primo soccorso, come già verificatosi in più occasioni.

Le aggressioni al personale medico, infermieristico e paramedico sono oramai all’ordine del giorno ed è comprensibile lo stato di grave disagio personale che essi vivono. Non sono più messi nelle condizioni ottimali per espletare il loro diuturno lavoro a favore della collettività e di quanti, ad ogni ora del giorno e della notte, hanno bisogno delle loro cure. Uno degli ultimi gravi episodi è avvenuto lo scorso 27 dicembre 2019, quando un 31enne pregiudicato residente a Teano ha dovuto fare ricorso alle cure dell’Ospedale di Sessa Aurunca. L’uomo presso la struttura ospedaliera aurunca era in preda a forti dolori addominali.

Sembrava nervoso e con il trascorrere delle ore ha rifiutato le cure firmando le dimissioni. Nella medesima notte, però, è tornato, lamentando gli stessi dolori e sempre più alterato e spazientito. Stavolta, però, ha accettato di farsi curare, pur controvoglia. Ben presto quella smania si è trasformata in una rabbia furiosa. Il 31enne, alla richiesta di un’infermiera alla madre di lasciare la stanza, l’ha aggredita colpendola con una testata al naso. Poi ha aggredito anche un altro dipendente della struttura sanitaria, intervenuto, che è stato colpito ad un’arcata sopraccigliare. Addirittura sono stati necessari alcuni punti di sutura.

A queste continue aggressioni deve corrispondere un deciso e rapido intervento del Ministro della Sanità e dell’intero Governo facendo installare sulle ambulanze ed all’interno dei Pronto Soccorso telecamere di videosorveglianza, un posto fisso di Polizia, l’avvio automatico della denuncia dei colpevoli (e non su un’eventuale denuncia da parte degli aggrediti) e, in ultimo ma non meno importante, un aumento della pena nei confronti di questi delinquenti, anche e soprattutto nei confronti di minorenni che credono di non poter essere puniti a causa della loro minore età.

Basta con il buonismo.