Perplessità e polemiche ha suscitato la procedura di licenziamento collettivo ai danni di 63 dipendenti della Clp spa, azienda concessionaria del Tpl in provincia di Caserta, messa in atto da Vincenzo Molisso e Giovanni Armonioso, Commissari Prefettizi in seguito alle numerose contraddizioni che questo provvedimento evidenzia. Procediamo per ordine. Il provvedimento di licenziamento, che ha allertato il mondo delle istituzioni e il mondo sindacale dell’intero nostro territorio,porta la data del 24 settembre e contrasta con l’assunzione in seno alla Clp spa di una dipendente avvenuta il 1 settembre 2015 , cioè 20 giorni prima della procedura di licenziamento collettivo. Questa dipendente, fino allo scorso 1 settembre risultava ancora essere nelle liste di mobilità della ex Acms in seguito ad uan transazione intercorsa con la Clp spa di Carlo Esposito. Ma non è tutto. I dipendenti si chiedono ” per quale ragione, in odore di licenziamento collettivo, gli stessi Commissari Prefettizi,cioè i funzionari di governo a cui il Prefetto Pantalone ha affidato il compito di preservare le istituzioni pubbliche da rapporti con soggetti permeabili alla criminalità organizzata e di garantire la continuità del servizio di trasporto pubblico locale, abbiano assunto nello scorso mese di maggio la sorella di Francesco Vitale, marito di Giuseppina Esposito, e il genero di Carlo Esposito. Ma non è tutto! Nella procedura di licenziamento collettivo sono stati individuati 63 dipendenti in esubero senza fare alcuna distinzione fra quelli della ex Acms e quelli della Clp spa. ” Anche in questo caso- spiegano i dipendenti – vi è una evidente contraddizione nel provvedimento dei Commissari dal momento che bisogna ricordare che i servizi ex Acms non sono di proprietà della famiglia Esposito ma sono solo stati dati in affidamento alla proprietà dalla Regione Campania in seguito al fallimento della ex Acms”. Sta di fatto che la gestione provvisoria della ex Acms – azienda pubblica- da parte della Clp spa – azienda privata legata per varie ragioni al Presidente Caldoro- avrebbe dovuto essere provvisoria e durare circa due anni e mezzo”. Altra perplessità sollevata dai dipendenti riguarda i tempi di questa procedura di licenziamento in contrasto con la scadenza del mandato dei Commissari Prefettizi previsto per il 25 ottobre come da provvedimento di nomina del Prefetto Pantalone. In altri termini,ad un mese dal loro trasloco dalla Clp spa , i Commissari hanno attivato una procedura di licenziamento collettivo per la cui realizzazione sono previsti, invece,75 giorni. La domanda sorge inequivocabile: in che modo l’intera procedura sarà attuata senza la presenza dei Commissari? A questo punto non resta che attendere l’intervento delle sigle sindacali e l’audizione con il Presidente De Luca , con il Consigliere Gennaro Oliviero e con i Prefetti di Napoli e di Caserta. E mentre altre 63 famiglie del nostro territorio rischiano di essere travolte dalla miseria, noi non possiamo non chiederci cosa deciderà il Tar Campania all’udienza del prossimo 4 novembre sulla reiterata interdittiva antimafia della Cpl spa, ultimo nodo, inscindibile, di una vicenda targata semplicemente ” Campania”.