Il 24 giugno 2023 è una data che resterà per sempre nella memoria di ogni cittadino russo: tra occupazioni militari, sparatorie e bombardamenti, ha rappresentato il giorno in cui stava per scoppiare una sanguinosa guerra civile. Alle ore 21:00 russe (20:00 italiane) il capo di Wagner, Evgenij Prigozhin, ha raggiunto un accordo con il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, il quale ha assicurato sicurezza militare al gruppo di mercenari, che a sua volta ha arrestato il movimento di soldati armati (circa 5.000) verso Mosca. Subito dopo la diffusione del comunicato, il Gruppo Wagner ha lasciato Rostov (città occupata in prima mattinata) e al momento è diretto in Bielorussia. Questa precisa mossa ha messo fine ai gravi disordini causati da Prigozhin, il quale ha poi affermato di voler evitare “un bagno di sangue di cittadini russi”.
Di seguito, un estratto del comunicato della presidenza bielorussa:
“Questa mattina, il Presidente russo Vladimir Putin ha informato il suo omologo bielorusso sulla situazione nella Russia meridionale con la compagnia militare privata Wagner. Il Presidente della Bielorussia ha avuto colloqui con il capo della PMC Wagner, Evgenij Prigozhin. I negoziati sono proseguiti per tutta la giornata. Come risultato, sono stati raggiunti accordi sull’inammissibilità di scatenare un sanguinoso massacro sul territorio della Russia. Evgenij Prigozhin ha accettato la proposta del Presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko di arrestare il movimento di persone armate della compagnia Wagner sul territorio della Russia e di adottare ulteriori misure per smorzare le tensioni”.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha rappresentato il fattore scatenante di questo scontro, però, non risale né ad oggi né a ieri mattina con l’occupazione di uno degli edifici del Ministero della Difesa, ma a venerdì sera, quando Evgenij Prigozhin ha diffuso via social un video di circa 30 minuti in cui ha accusato pesantemente il Ministro della Difesa Sergej Shoigu e il Capo di stato maggiore Valerij Gerasimov di aver mentito a Vladimir Putin riguardo i progressi militari russi in Ucraina, che per il capo di Wagner sono inesistenti. Da qui l’accusa di “genocidio del popolo russo”, già accennato qualche mese fa nel momento in cui accusava il Cremlino per la mancata fornitura di armi. Inoltre, ha affermato che dal 2014 al 24 febbraio 2022 l’Ucraina non hai mai bombardato la regione del Donbass, ma solo le postazioni militari russe. Di conseguenza, afferma che al tempo la NATO non aveva alcuna intenzione di intervenire contro la Russia. Infine, ha attaccato gli oligarchi russi di aver tratto moltissimi introiti dal Donbass e ha assicurato che la verità verrà presto a galla.
Dopo aver diffuso questi attacchi mediatici, sabato mattina (circa le 6.00 italiane) Evgenij Prigozhin ha condotto una vera e propria marcia su Rostov (Russia) con circa 30.000 soldati del Gruppo Wagner, i quali, senza che gli sia stata opposta resistenza, hanno occupato un edificio del Ministero della Difesa russo. Poco dopo, lo stesso Prigozhin si è recato sul luogo, in cui ha dialogato con Yunus-Bek Yevkurobv, Viceministro della Difesa russo, chiedendo esplicitamente di parlare direttamente con Shoigu e Gerasimov, minacciando di arrivare fino a Mosca in caso non fossero state esaudite le sue richieste. Lo ha riferito TASS, l’agenzia statale russa, e lo stesso Prigozhin attraverso Telegram, canale social utilizzato per la sua propaganda, dove qualche ora dopo un account affiliato a Wagner ha diffuso minacce nei confronti di Putin, il quale ieri mattina ha parlato alla nazione affermando che la ribellione di Prigozhin è da considerarsi un vero è proprio tradimento. Il presidente russo, che avrebbe lasciato il Cremlino nel pomeriggio, inoltre, ha paragonato questa insurrezione alla rivoluzione del 1917 e ha promesso severe punizioni per i combattenti di Wagner. A queste parole ha prontamente risposto Prigozhin in persona, che ha negato categoricamente di star tradendo la Russia, anzi, ha affermato di star salvando il paese dalla corruzione e dall’inganno. Nel frattempo, anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è espresso sulla situazione sostenendo che tutto ciò è stato diretta conseguenza delle azioni di Putin e che finalmente tutte le menzogne relative alla guerra sono state smascherate. In seguito, si sono accesi conflitti intorno alla città di Rostov, che è stata evacuata, e sono cominciati anche una serie di bombardamenti dell’esercito russo ai danni delle postazioni Wagner. Nel primo pomeriggio, inoltre, è stato segnalato un convoglio con circa 5.000 uomini di Prigozhin anche a Voronezh, a circa 350km da Mosca, proprio in quella direzione, che poi ha fatto dietrofront dopo l’accordo raggiunto tra Lukashenko e Wagner, che in quel momento si trovava a circa 200km dalla capitale.
CHI È EVGENIJ PRIGOZHIN?
Evgenij Prigozhin è nato a Leningrado (oggi San Pietroburgo) nel 1961. Da giovanissimo comincia ad avere problemi con la legge, tanto che nel 1981 viene condannato a 12 anni di reclusione per furto, rapina e frode. Tornato in libertà già dopo 9 anni, il futuro leader di Wagner decide di gettarsi nel settore alimentare per poi passare, alla fine degli anni ’90, alla ristorazione d’élite e al catering, fondando l’azienda Concord. Nel 1997 apre il ristorante New Island, che attira l’attenzione dei grandi oligarchi russi, tra cui anche Vladimir Putin, il quale viene servito personalmente da Prigozhin nel 2001 durante un incontro con il presidente giapponese Yoshiro Mori. In seguito, ha organizzato catering per le cene del Cremlino e, addirittura, per il compleanno di Putin, nel 2003, momento in cui viene soprannominato lo “chef di Putin”. Ramificatosi all’interno dell’oligarchia russa, nel 2012 Prigozhin ottiene un contratto per fornire i pasti all’esercito russo (circa 1.2 miliardi di dollari per un anno) e oltre ad aerei privati, ville di lusso e yacht, avrebbe utilizzato questi soldi per finanziare il Gruppo Wagner.
IL GRUPPO WAGNER
Per quanto riguardo la fondazione di Wagner non abbiamo notizie certe, ma sappiamo di sicuro che il gruppo è stato fondato da Dmitrij Utkin, uno dei dirigenti della Concord, per cui si pensa che in realtà la creazione del corpo militare mercenario sia stata un’idea anche di Prigozhin, che, quindi, non avrebbe solo finanziato, ma anche contribuito concretamente. Sin dalla sua costituzione, il Gruppo Wagner è caratterizzato da violenza inaudita, infatti, è conosciuto anche per la macabra abitudine di giustiziare gli oppositori politici con colpi di martello alla testa. Nel corso degli anni, Prigozhin ha sempre negato di far parte della Wagner, come anche Utkin, facendo addirittura uccidere chi lo diceva. A settembre 2022, però, esce allo scoperto dichiarando di essere il capo fondatore della Wagner e glorificando i suoi uomini, che a suo dire avrebbero addirittura combattuto anche durante la guerra civile del 2014. A questo punto, il Cremlino è stato costretto a dichiarare l’esistenza del Gruppo Wagner, l’unica organizzazione militare in grado di poter realmente vincere contro l’esercito ucraino. In particolare, Prigozhin si scaglia contro il Ministro della difesa russo Sergej Shoigu, accusandolo di forte incompetenza e di non fornire abbastanza armi all’esercito. Fino a qualche mese fa, inoltre, il più importante alleato di Prigozhin è stato Ramzan Kadyrov (che ora gli rema contro), lo spietato dittatore della Cecenia, che allo stesso modo accusava la Russia di non fare abbastanza in Ucraina, affermando addirittura fosse necessario l’intervento della ‘bomba atomica tattica’.
LA PROPAGANDA DI PRIGOZHIN E LA POLITICA
Uno dei fattori caratterizzanti della propaganda di Prigozhin, che viene diffusa prevalentemente via social, è la sua onnipresenza in ogni video caricato. Il leader di Wagner è sempre ripreso in prima linea, talvolta anche nel corso di conflitti armati o durante i funerali dei suoi uomini. Una situazione del genere è avvenuta anche nella giornata di ieri, in cui è stato più volte filmato tra la gente di Rostov che lo salutava entusiasta. Dal punto di vista politico si fa portavoce di un’ideologia ultranazionalista e del tutto interventista, infatti, nel 2021 a San Pietroburgo ha supportato il partito di estrema destra Rodina.
QUAL È L’OBIETTIVO DI PRIGOZHIN?
Dopo aver consolidato la sua importanza per l’esercito russo e, più in senso lato, per il Cremlino, Prigozhin nel corso della guerra in Ucraina è diventato praticamente indispensabile per Putin, specie durante la presa di Bakhmut del 21 maggio, dove anche in quel caso ha duramente attaccato il governo russo per la mancata fornitura di armi sufficienti. Detto questo, l’obiettivo di Prigozhin, fino a sabato pomeriggio, avrebbe potuto davvero essere quello di spodestare l’attuale oligarchia russa che guida il paese, con lo scopo di prendere definitamente il potere attraverso metodi poco democratici, ma dopo gli sviluppi che ci sono stati, adesso si pensa che Wagner volesse soltanto maggiore sicurezza militare da parte del Cremlino, fattore che gli ha assicurato Lukashenko.
Dunque, dopo aver chiarito i fatti, per un capo di stato è sicuro affidarsi a milizie mercenarie? Si può rispondere a questa domanda utilizzando Niccolò Machiavelli, il quale nel XII capitolo de “Il Principe” (1532) afferma: “Le armate mercenarie e ausiliarie sono inefficaci e deleterie, perché non garantiscono stabilità. Sono infatti divise, ambiziose, litigiose, indisciplinate, infedeli, coraggiose con gli amici, vili con i nemici, senza timore di Dio e senza rispetto per i patti stretti con gli uomini, tanto che, affidandosi a loro, si rinvia la caduta solo fino al momento di un vero attacco nemico. Il motivo di questa condotta risiede nel fatto che quei soldati combattono solo per uno stipendio, insufficiente a spingerli a dare la vita per te. I capitani mercenari possono essere uomini eccellenti oppure no. Se sono molto abili non ti puoi fidare, perché ammirando il potere cercano di sopraffare te, che sei loro padrone, o altri, contro la tua intenzione”.