San Leucio, Piazza della Seta. Situazione igienico-sanitaria ai limiti del colera

Il degrado viene denunciato incessantemente ed inutilmente da oltre un anno dal Consigliere Comunale Pasquale Napoletano FdI

Caserta/ Real Sito di San Leucio. Dopo il successo del Corteo Storico, il Real Sito di San Leucio e’ stato restituito alla situazione di abbandono e di degrado che,nei giorni scorsi, abbiamo segnalato.

Al di la’ della eccellenza  legata alla produzione della seta– va ricordato,tuttavia, che le aziende seriche sono state da tempo dislocate -, il Real Sito di San Leucio si riappropria  del suo ruolo  un po’ anacronistico  di ” salone delle feste di una affannata Caserta con vista su Terra di Lavoro, realta’ ambientale ed economica arida e cementata”  ,accogliendo,fra gli altri la Kermesse ” Un ‘Estate  da BelvedeRe”, che, grazie ai limiti di una logistica organizzativa,non propriamente efficace,contribuisce ad arrecare danno ad uno dei piu’ splendidi  siti annoverati nel Patrimonio Unesco.

Ma di questo parleremo un ‘altra volta.

E cosi’,mentre l’amministrazione comunale raccoglie,  a livello nazionale ed internazionale,  i consensi del Corteo Storico-manifestazione finanziata da imprenditori locali- e,mentre un imprenditore privato, molto vicino all’amministrazione comunale,raccoglie  su San Leucio gli ingenti profitti di una  ormai nota Kermesse artistica, nessuno interviene per risolvere, fra le  tante,  la grave  situazione di degrado in cui versa Piazza della Seta porta d’ingresso del Real Sito di San Leucio.

Innanzi tutto, Piazza della Seta, il cui nome dovrebbe evocare leggerezza ed eleganza,  e’stata ridotta, nel silenzio delle istituzioni,  a parcheggio dei pullman che conducono i turisti al Belvedere.

Ma lo scempio piu’grave,e’ la  voragine provocata da una enorme e pericolosa buca che si è creata dietro ad una delle panchine della piazza nei pressi della fontana.

Il disastro  si e’ verificato nel maggio 2022 ed e’stato subito comunicato   sia al Sindaco Carlo Marino sia all’Assessore ai Lavori Pubblici Massimiliano Marzo  cosi’ come alla PoliziaMunicipale.

Ma, a tutt’oggi,niente di fatto.

 

L’ amministrazione comunale si e’ limitata ad interdire l’area  per evitare pericoli  alla pubblica incolumità.

Nel giro di un anno,tuttavia, in assenza di ogni qualsivoglia intervento, la voragine si e’ allargata estendendosi anche alla parte che non e’piu’ transennata.Da un anno a questa parte, l’asfalto, complice anche l’acqua che, ininterrotta, fuoriesce dalla fontana, ha allargato la voragine  che ha raggiunto   la porzione  non transennata.

 

Ma non e’ tutto.

Nella zona si  registrano miasmi mefitici che sono aumentati con l’afoso caldo estivo. Nella fontana, vi e’ solo acqua putrida, all’interno della quale galleggia immondizia, mentre la voragine continua ad allargarsi.

Una fogna a cielo aperto  sulla quale l’amministrazione comunale non interviene.  Una situazione inaccettabile anche alla luce del fatto che la problematica riguarda  un sito Unesco.

Da oltre un anno stiamo segnalando questo degrado-  denuncia Pasquale Napoletano Consigliere ComunaleFdI- Purtroppo,non viene  mai adottato alcun provvedimento.  La situazione igienico-ambientale in Piazza della Seta e’ ai limiti del colera. Da qui  a poco il crollo sara’ totale”.

Piazza della Seta  dovrebbe riportare i visitatori  fuori dal tempo e consentire loro un salto nel passato : a sinistra la fontana – quella attualmente in  stato di degrado -adoperata dal re Borbone   per bestiame e terreni agricoli , a destra invece vi è l Arco della Seta. Arrivati sotto l ‘arco è come attraversare i cancelli di una reggia, si prosegue lungo una salita che porta alla chiesa rinascimentale di Re Ferdinando, adiacente al setificio del borgo.

In Piazza della Seta vi e’ l ‘Arco Borbonico portale d’accesso al Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio e rappresenta una testimonianza di preesistenza alle seterie realizzate nel settecento. Risale infatti al 1600 quando era il varco d’accesso alla proprietà feudale dei Principi Acquaviva, signori di Caserta. Ancora oggi l’Arco rimane il passaggio migliore per raggiungere il Belvedere. L’Arco, sulla cui sommità è presente lo stemma borbonico con due leoni in pietra ai lati realizzati dallo scultore Angelo Brunelli, è alto quasi 13 m, largo 9 ed è formato da un unico fornice con un bugnato rettangolare e due paraste.