Sforamenti fuorilegge di veleni nell’aria ad Acerra: i cittadini continuano a mobilitarsi nell’inerzia colpevole della politica

A fine giugno era stato superato il numero massimo di sforamenti delle polveri sottili tossiche ad Acerra.La centralina Arpac è inesorabile nel conteggiare i microgrammi per metro cubo di PM10 e delle ancor piú temibili PM2,5 nell’aria avvelenata quotidianamente dall’ inquietante flusso di tir che trasportano rifiuti all’inceneritore inaugurato in pompa magna il 26 marzo del 2009 e andato a regime con le sue tre linee il 14 settembre 2009. Sul sito della Rete di Monitoraggio Regionale dell’Arpac leggiamo nella colonna giorni di superamento alla data del 5 settembre 2023 il valore 55 microgrammi per metro cubo di PM10 per Acerra Zona Industriale, 41 per S.Vitaliano, 40 per Volla.Negli ultimi giorni di agosto la centralina di Acerra zona industriale aveva segnalato quattro sforamenti consecutivi del PM10 e il PM2,5 ha continuato a sforare anche per l’ottavo giorno consecutivo (il 27 Agosto) attestandosi quasi sempre su valori superiori ai 30 microgrammi per metro cubo.Secondo le recenti linee guida dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) la concentrazione media annua giornaliera di PM10 non deve superare i 15 microgrammi per metro cubo, i giorni di sforamento del limite massimo consentito del PM10 in un anno non possono superare il numero massimo di 35,la concentrazione media annua giornaliera del PM2,5 non deve superare i 5 microgrammi per metro cubo. Tutti valori nettamente superati da quelli segnalati dalle centraline della piana nolana-acerrana in questo periodo.E se il sindaco emette un’ordinanza imponendo targhe alterne nei fine settimana non si può trascurare l’esorbitante traffico di tir, in entrata e in uscita, che alimentano il maxi inceneritore. Un maxi inceneritore che la Regione Campania prevede di ampliare con una quarta linea per ingoiare ancora più rifiuti. Le decisioni del Consiglio Regionale sull’Assestamento di Bilancio di Previsione Finanziario per il triennio 2023-2025 della Regione Campania e sulla contestuale variazione di Bilancio che prevede l’ampliamento del TMV di Acerra sono rafforzate dal DEFRC 2024-2026 (Documento di Economia e Finanza Regionale), approvato in Consiglio Regionale lo scorso 02/08/2023, che evidenzia l’impegno della Regione Campania sul Termovalorizzatore di Acerra pianificando il finanziamento di 70 milioni di euro annui nel triennio 2024-2026 nella gestione economico-finanziaria del termovalorizzatore.Il 4 settembre il comitato unitario “No quarta linea inceneritore, per la difesa ambientale” ha preso vita ad Acerra con l’obiettivo di testimoniare in tutte le sedi politiche, istituzionali e sociali, la contrarietà alla realizzazione della quarta linea dell’inceneritore e più in generale, la necessità di tutelare la salute e l’ambiente del territorio di interesse. Leggiamo dalla nota stampa diffusa: “Da troppi anni la nostra città sta subendo il carico ambientale di un disastroso piano rifiuti regionale incentrato esclusivamente sull’incenerimento e che sta dimostrando tutto il suo fallimento.
Allarmanti sono ormai i dati relativi agli sforamenti da polveri sottili aumentati negli ultimi anni. Il nostro territorio è inoltre stato oggetto di illeciti sversamenti di rifiuti per i quali la Magistratura ha emesso sentenze passate in giudicato per disastro ambientale aggravato e subisce insieme ai comuni limitrofi, il costante fenomeno criminoso dei roghi tossici. A peggiorare questa situazione, ci sono le tante richieste di insediamento di aziende di trattamento di rifiuti speciali e pericolosi e il fatto che ad Acerra, per oltre 25 anni, ha avuto sede un’azienda chimica e che vi è la presenza di insediamenti industriali ad alto impatto ambientale. È l’insieme di tutti questi fattori che sta determinando un aumento progressivo delle patologie neoplastiche in particolar modo tra i cittadini più giovani. C’è la necessità di rimuovere le cause di tale allarmante fenomeno invece di insistere con l’aumento di insediamenti pericolosi o potenzialmente pericolosi. Con gli ultimi atti approvati in Regione Campania per la costruzione della quarta linea e la riduzione nel prossimo triennio del 10% della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti presso l’impianto di Acerra, si potrebbero aprire scenari ancora peggiori di quelli esistenti, facendo dimenticare che Acerra è una città prevalentemente e tradizionalmente agricola, trasformandola in centro strategico dello smaltimento dei rifiuti della Campania. Il comitato, costituito da cittadini accomunati solo dall’interesse di salvaguardare il territorio e la salute pubblica, ha deciso di intraprendere una battaglia, certamente nè semplice e nè facile, il cui primo obiettivo è scongiurare, con atti amministrativi, la costruzione di un’ennesima linea d’incenerimento.Restiamo uniti, lottando per un futuro migliore per questo territorio e per i nostri figli”.