Mostra particolarmente suggestiva quella messa in scena a Pignataro Maggiore, nell’alto casertano, dal 16 al 18 settembre. Il titolo Mnemòsyne, la musa del ricordo nell’antica grecia, cerca di raccogliere i significati e le motivazioni profonde di questo progetto, realizzato in occasione della settimana della cultura del paesino casertano. I fratelli Aldo e Lucio Palumbo hanno presentato trenta scatti fotografici effettuati tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, tutte riguardanti la realtà pignatarese. L’intento era quello di “evocare il ricordo della realtà che li ha circondati nelle occasioni varie della vita di ogni giorno o di momenti più particolari”. La componente affettiva negli intenti della mostra è evidente.A detta degli stessi autori lo scopo principale, al di là della cristallizzazione di una memoria collettiva, è stato proprio quello di creare un punto di incontro per vecchie e nuove generazioni; un lavoro che più che al passato guarda al futuro e al formare una nuova consapevolezza per i più giovani. Particolarità interessante è l’assenza di didascalie o descrizioni ad accompagnare le foto, espediente utilizzato per dare libero sfogo alle suggestioni personali di ogni visitatore. Queste occasioni, oltre che per la bellezza delle atmosfere quotidiane rievocate, mostrano ancora una volta la potenza eclettica e trasversale della fotografia.