TORTURE IN CARCERE, PICCHIATI ANCHE I DETENUTI AFFETTI DA DISABILITA’

Di Saverio Carmine testimonia "Non hanno risparmiato nessuno, nemmeno gli invalidi"

Lo racconta Carmine di Saverio, cieco ad un occhio ed oggi libero, “Non hanno risparmiato nessuno, nemmeno gli invalidi”, si riferisce al pestaggio del 6 aprile del 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere per cui è in corso il processo a carico di 105 imputati, tra cui agenti, funzionari del Dap e medici dell’Asl.

Di Saverio racconta di essere inginocchiato a faccia a muro, nella stanza della socialità, poi viene preso da un agente per la maglia e lo trascina per la stanza, fino alla porta d’ingresso, dove ci sono altri agenti, molti di loro coperti con dei caschi, che si accaniscono su di lui.

Si riferisce anche alle botte prese da un detenuto in sedia a rotelle Vincenzo Cacace.

E’ scontro ora sul riconoscimento di molti di loro, in particolare ad Annarita Costanzo, poliziotta penitenziaria ritenuta imputata dalla procura, in servizio allora nel carcere samaritano, oggi ancora è sospesa.

<<Ma lei – chiede l’avvocato della Costanzo, Luca Tornatora – durante l’interrogatorio reso ai PM un mese dopo i fatti, in sei ore non ha mai fatto il nome della Costanzo, ne l’ha mai riconosciuta dopo aver visto 40 video>>. A testimoniare i fatti nei confronti della poliziotta è sempre Di Saverio, che però sostiene di aver sentito solo la voce buffonarsi di loro, ma che non l’avrebbe vista nel pestaggio del sei aprile 2020.