Fuori la sede Rai a Fuorigrotta la polizia carica i manifestanti pro Palestina

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Stamane 13 febbraio alle 11,30 si e’ svolto un presidio alle 11,30 sotto la sede Rai in via Marconi a Napoli. Le motivazioni erano tutte di protesta e denuncia contro la forzata e inaccettabile narrazione della guerra israelo-palestinese che oscura l’immane tragedia vissuta dal popolo palestinese, anzi censura ogni voce che questa narrazione contraddice come avvenuto a Sanremo con gli episodi che hanno visto al centro i cantanti Ghali e Dargen D’Amico. Il presidio e’ stato organizzato dalla Rete per la Palestina, Potere al Popolo e ha visto partecipare anche l’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Il presidio si stava svolgendo pacificamente con alcuni manifestanti, su un centinaio di persone intervenute, che avrebbero voluto esibire uno striscione. Ma sono partiti spintoni e manganellate da parte delle forze dell’ordine che hanno prodotto purtroppo cinque feriti. Le prime ricostruzioni indicano del tutto fuori luogo o, in ogni caso, sproporzionata la carica della polizia in tenuta antisommossa tale da suscitare l’indignazione anche di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione di Vigilanza Rai che hanno chiesto al ministro Matteo Piantedosi “di assumersi la responsabilità di quanto è avvenuto e chiarire cosa abbia reso necessaria una simile reazione”. Sul web sono a disposizione testimonianze di chi, presente per manifestare pacificamente il proprio dissenso sul clima di controllo e sanzione verso coloro che esprimono solidarietà alla Palestina martoriata, si è visto caricare senza sconti pur essendo provvisto di solo aste di bandiere palestinesi. Grande sconcerto e aspro giudizio di disapprovazione aveva sollevato nei commenti sui social il comunicato letto su Rai 1 da Mara Venier a nome dell’azienda televisiva nazionale in risposta al commento del cantante Ghali ad un polemico tweet dell’ambasciatore di Israele in Italia. “Ritengo vergognoso che il palco del Festival sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile” aveva scritto l’ambasciatore israeliano a Roma, Alon Bar. “Nella strage del 7 ottobre, tra le 1.200 vittime, c’erano oltre 360 giovani trucidati e violentati nel corso del Nova Music Festival. Altri 40 di loro, sono stati rapiti e si trovano ancora nelle mani dei terroristi. Il Festival di Sanremo avrebbe potuto esprimere loro solidarietà. È un peccato che questo non sia accaduto”. Lo stesso senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, rinforzando il contenuto del tweet dichiarava: “L’ho girato ai capi della Rai. Oggi ci sono speciali e trasmissioni su Sanremo, la Rai può chiedere scusa ed esprimere solidarietà al popolo di Israele”. E cosí era avvenuto con il comunicato dellRai letto domenica dalla Venier. Alla lettera.