di GIOVANNA PAOLINO
Caserta. Ancora confusione nel Trasporto Pubblico Locale ed ancora incertezze da parte della Regione Campania, che , al di la’ degli impegni assunti dal Presidente De Luca, non riesce ad uscire dal labirinto delle incertezze a danno dell’utenza e dei lavoratori.
Ma procediamo con ordine.
Nei giorni scorsi la notizia dei 200 licenziamenti all’interno della Anm – Azienda Napoletana Mobilita’- , alla quale e’ seguita quella del licenziamento di 63 dipendenti all’interno della Clp ex Acms : una polveriera che ha segnalato micce anche a Salerno dove la Cstp e’ stata salvata da Fs-BusItalia, a Benevento che ha visto la fusione tra Amts e Trotta Mobility , e ad Avellino, dove la Air sembra resistere al crollo nonostante le numerose criticita’.
La scintilla della guerra e’ esplosa proprio all’interno della Clp Sviluppo Industriale – ex Acms – , societa’ concessionaria del tpl prevalentemente in provincia di Caserta e nella quale da tempo sono in atto numerose tensioni fra i lavoratori e i vertici dell’azienda, peraltro attualmente commissariata, in seguito a ben due provvedimenti di interdittiva antimafia a suo carico emessi dalla Prefettura di Napoli.
Questi i fatti.
Tra i 63 licenziati della Clp vi sarebbe anche Nino Simeone , Presidente della Commissione Trasporti del Comune di Napoli e uomo vicino alla maggioranza di De Magistris con il gruppo DemA.
Proprio Simeone ha spiegato che il suo nome è inserito nel novero dei licenziabili : una sorta di caprio espiatorio nella guerra fra il Presidente De Luca e il Sindaco di Napoli De Magistris.
Si tratta, pero’, di capire come fa Nino Simeone ad anticipare il suo licenziamento dal momento che l’azienda non ha reso noti i nomi dei licenziati ma ha individuato solo le posizioni da eliminare. Dovrebbero essere licenziati sei dipendenti del deposito di Calvi Risorta, due di quello di Piedimonte Matese , ventuno da quello di Pomigliano e trentaquattro da quello di Marcianise.
I 63 dipendenti rappresentano il 16% dei 395 lavoratori che operano negli stabilimenti di Caserta e di Pollena Trocchia . Fra poco avranno inizio i tavoli istituzionali fra Ministero del Lavoro, Regione Campania e organizzazioni sindacali.
Sta di fatto che non e’ la prima volta che la Clp Sviluppo Industriale ricorre alla procedura di mobilita’ prevista dalla legge 223/91.
Gia’ nel 2015 si pavento’ l’ipotesi di 63 licenziamenti .Gli Amministratori Straordinari dell’epoca Vincenzo Molisso e Giovanni Armonioso avevano attivato la procedura di licenziamento collettivo per 63 dipendenti dell’azienda con nota del 24.09.2015. Tale procedura era stata poi revocata dalla CLP spa con l’accordo siglato il 28 .1.2016 e con la nota del giorno 11 febbraio 2016 la Clp spa fu ratificato l’accordo del 28 gennaio 2016 revocando e , pertanto, ritenendo conclusa la procedura di licenziamento collettivo .
A distanza di un anno e mezzo, l’azienda concessionaria del tpl in provincia di Caserta , dopo averla chiusa nel gennaio 2016, chiede di riattivare la procedura di mobilita’ ex art. 4 legge 223/91, e , sempre, per 63 unita’.
Nel frattempo, a quanto pare, sembra che siano state assunti nuovi dipendenti, in particolare autisti e sembra che gia’ siano pronti alla pensione lavoratori che potrebbero raggiungere questo traguardo proprio con la mobilita’ della legge 223.
L’accordo siglato il 28 gennaio 2016 prevedeva il licenziamento di 11 lavoratori Clp spa al posto dei 63 originariamente previsti. Questi i punti salienti dell’accordo. Gli 11 lavoratori per i quali era stato previsto il licenziamento sarebbero stati sottoposti ad una procedura di mobilita’ volontaria : fra questi anche i lavoratori con i requisiti per il pensionamento.
Altro punto essenziale dell’accordo fu il programma di riqualificazione professionale dei dipendenti e, dunque, una congrua attivita’ di formazione e di aggiornamento finalizzata ad abilitare i lavoratori a nuove mansioni anche per sopperire alla mancanza di risorse di lavoro in determinati settori dell’azienda. Furono, per la precisione 24 , i nuovi autisti riqualificati.
Attualmente, invece, risulterebbe difficile riqualificare i dipendenti in posizioni intermedie strutturali che sembrano mancare all’interno dell’azienda.
Le recenti vicende amministrative e giudiziarie della Clp Sviluppo Industriale- che sta attendendo l’esito del ricorso al Consiglio di Stato per l’ interdittiva antimafia – inoltre, lasciano intravedere una tela di Penelope che tale sembra dover rimanere fino a consentire alla Clp spa di partecipare al prossimo bando di gara per l’assegnazione del trasporto pubblico locale.
Quasi come se si volesse portare a conclusione una fase, ormai destinata all’acquiescenza, per aprire poi un nuovo capitolo sulla mobilita’ nel quale la Clp spa sarebbe intenzionata a giocarsi la partita.
Staremo a vedere i prossimi risvolti di questa vicenda.
Nella foto Nino Simeone