Margherita Spada, 58enne di Castel Volturno, è stata trasferita agli arresti domiciliari fuori regione con l’obbligo del braccialetto elettronico. Questa è stata la decisione del giudice per le udienze preliminari Pasquale D’Angelo del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in seguito alla scoperta che Spada continuava a spacciare droga nonostante fosse già agli arresti domiciliari.
Accusata di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti con l’aggravante della metodologia mafiosa, Spada è assistita dall’avvocato Ferdinando Letizia. Il suo coinvolgimento in un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli ha rivelato il suo ruolo chiave nello spaccio sul litorale domizio. In particolare, Spada gestiva la base logistica a Castel Volturno per la cessione di stupefacenti, principalmente cocaina, per conto del clan dei Casalesi. Lo spaccio era consentito solo con l’approvazione della fazione Bidognetti del clan, dietro il pagamento di una tangente.
Nonostante fosse già in regime di detenzione domiciliare per queste attività criminali, Spada continuava a spacciare nel suo appartamento di via Abate Teodomaro, trasformato in una vera e propria centrale dello spaccio. L’arresto è avvenuto lo scorso marzo, ma la 58enne è stata nuovamente posta ai domiciliari in attesa di giudizio. Questa volta, però, il giudice ha stabilito che la detenzione domiciliare avvenga fuori regione, con l’applicazione del braccialetto elettronico per monitorare i suoi movimenti.
Questo caso sottolinea la complessità e la pervasività delle attività criminali legate al traffico di droga e la necessità di misure severe per contrastarle efficacemente.