Si è svolto oggi nel Municipio di San Marcellino un convegno molto interessante promosso dalla Commissione Pari Opportunità, dedicato al tema della violenza economica. La violenza economica è un insieme di azioni tese a ridurre in condizione di povertà un’altra persona, o negandole il necessario per vivere o sottraendole risorse che le spetterebbero di diritto. Iniziato con la lettura di una toccante poesia di Rosetta Basco (in coda all’articolo) , dopo i saluti del sindaco, Anacleto Colombiano, e del vescovo S.E. Angelo Spinillo, la discussione è entrata subito nel vivo di un tema scottante. Giustamente la dottoressa Maria Rosaria D’Angiolella, presidente della Commissione e consulente finanziario, ha sottolineato che San Marcellino è l’unico comune dell’agro aversano ad essersi dato una Commissione Pari Opportunità.
La dottoressa Apollonia Reale, neurocriminologa forense, ha detto che la violenza economica, pur meno avvertibile ed immediata di quella fisica, è una premessa di tutti gli episodi in cui una persona sottomette e inibisce un’altra persona, come purtroppo avviene nei casi di violenza domestica in cui quasi sempre sono le donne a ritrovarsi nella condizione di vittime. Il concetto di violenza economica si ritrova all’interno della Convenzione di Istanbul, del 2011, dedicata prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica.
L’avvocato Sara Perrotta ha evidenziato come l’Italia sia agli ultimi posti in Europa per quanto riguarda il gender gap, ossia la differenza tra quanto percepiscono un uomo e una donna a parità di lavoro. Nel privato una donna guadagna mediamente il 35% in meno, mentre nel pubblico, dove queste differenze sono più contenute, si vede che comunque le donne pur essendo in maggioranza in quasi tutti i settori, accedono ai ruoli da dirigente in misura molto minore, solo il 25% dei dirigenti pubblici è donna. Ma non solo, considerando il mondo intero, l’Italia è dietro molti Paesi, anche cosiddetti “sottosviluppati” in tutto quello che riguarda le condizioni di parità tra uomini e donne.
L’avvocato Marilena Ibello ha invece evidenziato quali siano le diverse forme in cui si concretizza la violenza economica. La forma più riconoscibile è quella in cui un uomo concede ad una donna, non indipendente economicamente, solo il necessario per vivere e portare avanti una famiglia, controllando ogni singola spesa, in un clima di intimidazione. Ma ci sono casi anche più complessi in cui si accaparrano risorse della compagna, o la si sfrutta come prestanome o ci si appropria dei frutti del suo lavoro. Un dato molto significativo è che in Italia il 30% delle donne non ha un proprio conto corrente, una condizione minima per una vera autonomia economica. In altri Paesi, come la Francia e la Germania, la violenza economica è perseguita con specifici articoli di legge; non così in Italia. L’avvocato Monica Ranucci ha poi illustrato quali siano le difficoltà in cui si trovano le donne costrette a separarsi senza avere una vera autonomia, con un sistema che le penalizza moltissimo; ma ha anche indicato alcuni articoli del codice penale e civile che possono essere utilizzati a tutela delle donne.
Un convegno di grande interesse che ha messo in luce un aspetto della violenza di genere troppo spesso inavvertito.
A conclusione, le relatrici hanno illustrato un cortometraggio prodotto dal Consiglio Nazionale Forense dal titolo “La vita inizia quando finisce la paura” che racconta la violenza di genere attraverso gli atti giudiziari. Il filmato si può vedere al link https://youtu.be/T6b9FhS2dGI?si=qEuFhRxYl-d5UFy8
DONNA
…E COSÌ TI PRENDI PER MANO E CAMMINI, STRETTA AL FIANCO DEL TUO FIANCO.
FORTE, SOTTO MILLE PIOGGE DA OGNI CIELO.
AUTENTICA, TRA MILLE MARI FATUI.
INDIFFERENTE, DAVANTI AD OGNI INDIFFERENZA.
SOLA, TRA LE BRACCIA DEL TUO ABBRACCIO, RISANIGLI STRAPPI DEL CUORE.
Rosetta Basco