Un diverbio nato per un banale squillo di cellulare è sfociato in violenza fuori da un pub di Casal di Principe. Luigi Bianco, 21 anni, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio e posto agli arresti domiciliari. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli Nord, Fabrizio Forte, ha escluso l’aggravante della premeditazione, optando per una misura meno restrittiva rispetto alla detenzione in carcere.
La dinamica dei fatti
L’episodio è avvenuto nella notte del 22 dicembre, nei pressi di una paninoteca situata su corso Umberto I. Bianco, figlio di Augusto Bianco, noto esponente del clan dei Casalesi, era con un amico quando il suo cellulare ha iniziato a squillare insistentemente. Un altro cliente del locale, infastidito, lo avrebbe invitato in modo brusco a rispondere. Da qui sarebbe nato un alterco che si è rapidamente trasformato in un confronto fuori dal locale.
La situazione è degenerata: Bianco ha estratto un coltello a farfalla dal giubbotto e ha colpito il rivale con diversi fendenti all’addome e al torace.Subito dopo, si è dato alla fuga. La vittima, soccorsa e trasportata prima all’ospedale Pineta Grande e poi al Cardarelli di Napoli, è stata operata d’urgenza e resta ricoverata in gravi condizioni.
Le indagini e la confessione
I carabinieri di Casal di Principe, giunti sul posto, hanno raccolto le testimonianze dei presenti e acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza, individuando rapidamente Luigi Bianco come presunto responsabile dell’aggressione. Giovane, inizialmente irreperibile, si è presentato la mattina del 22 dicembre in caserma accompagnato dal suo avvocato, Mirella Baldascino. Durante l’interrogatorio, Bianco ha ammesso le sue responsabilità, dichiarando: “La mano colpiva da sola, ho sbagliato.” Ha inoltre riferito di aver gettato l’arma del delitto in campagna.
Il giovane ha espresso pentimento per l’accaduto, mostrando un atteggiamento collaborativo.
La decisione del giudice
Nell’udienza di convalida dell’arresto, l’avvocato Baldascino ha sottolineato l’assenza di premeditazione e il comportamento collaborativo di Bianco. Il gip Forte ha accolto questa linea difensiva, disponendo per il 21 enne gli arresti domiciliari. Bianco ha così lasciato il carcere dove era stato condotto subito dopo l’arresto.
Nell’udienza di convalida dell’arresto, l’avvocato Baldascino ha sottolineato l’assenza di premeditazione e il comportamento collaborativo di Bianco. Il gip Forte ha accolto questa linea difensiva, disponendo per il 21 enne gli arresti domiciliari. Bianco ha così lasciato il carcere dove era stato condotto subito dopo l’arresto.
Il caso ha suscitato grande clamore a Casal di Principe, mettendo nuovamente in luce i problemi legati alla violenza e alla criminalità in una zona già segnata dalla presenza di clan camorristici. Le indagini proseguono per chiarire ulteriormente i dettagli di quanto accaduto.