NAPOLI – Blitz all’alba contro l’Alleanza di Secondigliano. Otto persone sono finite in manette con l’accusa di essere coinvolte nell’omicidio di Domenico Gargiulo, detto, freddato nel 2012 a Napoli. A distanza di tredici anni, gli inquirenti hanno chiuso il cerchio grazie a intercettazioni ambientali e riprese video che hanno incastrato mandanti e killer.
Gargiulo, personaggio ritenuto “scomodo” per gli equilibri interni al cartello criminale, sarebbe stato ucciso per aver disubbidito agli ordini dei vertici dell’Alleanza. Un’esecuzione decisa per “rieducare” l’ambiente, secondo quanto emerso dalle intercettazioni.
Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno evidenziato una pianificazione meticolosa dell’omicidio e il coinvolgimento di figure chiave dell’organizzazione, che si spartisce il controllo di diverse piazze di spaccio tra Secondigliano e Scampia.
“La camorra non dimentica, ma nemmeno la giustizia” – ha commentato il procuratore. E ora, a distanza di anni, potrebbe aprirsi un nuovo filone giudiziario sulle epurazioni interne all’organizzazione.