Di cosa si tratta?
Il referendum confermativo punta a modificare radicalmente l’assetto giudiziario, con la modifica costituzionale della separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, con due distinti Consigli superiori della magistratura e una nuova Alta Corte disciplinare.
L’iter: 
Come spiega Gli Stati Generali, l’articolo 138 della Costituzione prevede il referendum costituzionale quando richiesto da 500.000 elettori, cinque Consigli regionali, o un quinto dei membri di una delle due Camere (Camera dei Deputati o Senato della Repubblica), entro tre mesi dalla pubblicazione della legge costituzionale in Gazzetta Ufficiale.
Maggioranza e opposizione hanno depositato le richieste presso la Corte di Cassazione lo scorso 18 novembre.
E’ partita una raccolta popolare di firme online, con l’uso dello SPID, per rinviare la data oltre il 30 gennaio ed ha raccolto finora circa 300.000 firme (ne servono 500.000 anche in questo caso).
Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri, ieri 9 gennaio 2026, nella sua prima conferenza stampa dalla data del suo insediamento – 22 ottobre 2022 – ha comunicato le date del referendum: 22 e 23 marzo 2026.
La mobilitazione attraverso la raccolta popolare di firme, dunque, è servita.
Se verranno raccolte le 500.000 firme, il Comitato promotore acquisirà tutela costituzionale e ciò garantirà diritti nella campagna referendaria, tra cui l’accesso ai rimborsi elettorali e gli spazi televisivi in base alla par condicio.