Nel 1776 a Filadelfia si riuniva il secondo congresso dei coloni che proclamò la dichiarazione di indipendenza delle colonie americane dall’Inghilterra, atto di nascita degli Stati Uniti d’America. Richiamandosi ai principi della filosofia illuministica, i delegati delle tredici colonie rivendicarono per sé e per tutti i coloni d’America “il diritto naturale”, com’essi dicevano, alla vita, alla libertà, alla ricerca della felicità, per cui proclamarono di voler essere liberi e indipendenti da ogni soggezione alla corona britannica. Nello stesso anno vennero inaugurate a San Leucio le officine tessili, l’insediamento produttivo dei Borbone, che furono il nucleo motore per la costruzione di quella colonia utopica che Ferdinando avrebbe voluto chiamare Ferdinandopoli. Se in America i coloni proclamavano come i principi naturali fossero stati lesi dal re Giorgio III, nella Real Colonia di San Leucio un re metteva in cantiere per i suoi sudditi speciali un progetto all’avanguardia, dalla natura sociopolitica che resta, per molti aspetti, ancora un enigma storico. Nell’impalcatura giuridica il sovrano fondava la sua cittadella con l’idea di realizzare una sorta di rieducazione che prevenisse ogni conflitto fra gli individui e fra questi e lo Stato.
Con questa discordanza profonda fra la nascita degli Stati Uniti d’America in opposizione ad un re e l’esperimento sociale ferdinandeo, nel giorno della ricorrenza di San Leucio vescovo, in un luogo altamente simbolico come un ex edificio della tradizione serica affacciato su Piazza della Seta, Tommaso Tartaglione, del comitato scientifico della Fondazione Orizzonti, oggi ha aperto la conferenza stampa per l’apertura dell’anno leuciano che celebra i 250 anni dalla fondazione della comunità voluta da Ferdinando IV di Borbone e Maria Carolina d’Asburgo Lorena.
A moderare l’incontro è stato il giornalista Nicola Porro. Sono intervenuti Wanda Ferro, sottosegretaria al Ministero dell’Interno, e S.A.R. la principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie, erede della dinastia che nel 1776 concepì la comunità leuciana, Tommaso De Simone, presidente della Camera di Commercio di Caserta e vicepresidente nazionale di Unioncamere, Francesco Eriberto D’Ippolito, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, e Luigi Della Gatta, presidente di Confindustria Caserta. Il fotografo e artista di fama internazionale Antonio Biasiucci ha presentato il suo nuovo progetto di ricerca dedicato all’anniversario, un lavoro che intreccia memoria, comunità, luoghi della produzione e visione contemporanea.Il critico d’arte e giornalista Enzo Battarra, portavoce della Fondazione Orizzonti, ha presentato un ricco calendario degli eventi per l’anno 2026, che comprende manifestazioni culturali, rievocazioni storiche, incontri, concerti e appuntamenti enogastronomici.
Tra le iniziative in programma segnaliamo:
Ricorrenza di San Leucio vescovo – apertura dell’Anno Leuciano (11 gennaio)
Presentazione del libro Storie operaie di Fosca Pizzaroni – San Leucio
Festival Internazionale “Caserta, la città delle donne” (6–8 marzo)
Celebrazione solenne del 250º anniversario della Fondazione della Real Colonia (25 marzo)
Maggio Musicale – rassegna concertistica nei weekend
Convegno Lavoro, Diritti, Welfare: l’eredità di San Leucio per il XXI secolo (1–3 maggio)
Epica Vanvitelliana a cura dell’ASD Velo Club Caserta (3 maggio)
Omaggio all’arte pubblica di Franco Angeli (14 maggio)
Sagra di qualità delle Pallottole (19–21 giugno)
Corteo Storico della Real Colonia di San Leucio (28 giugno)
Processione della Madonna delle Grazie (1° luglio)
Percorsi Arti e Mestieri… tra musica, racconti e storia (5 luglio)
Inaugurazione dell’Opificio Menniti (25 settembre)
Festa del vino e delle vigne (settembre)
Presentazione del libro Chiaro/Scuro di Ciro Carnevale (3 ottobre)
250º anniversario dell’istituzione della Parrocchia Reale (20 ottobre)
“Libere sempre” – giornata internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre)
Il Codice Leuciano come laboratorio di diritti – finissage dell’Anno Leuciano (10 dicembre)
Presepe vivente del ‘700 Napoletano – Vacccheria (dicembre/gennaio).
A chiudere l’incontro, l’intervento di Giuseppe Menniti, presidente della Fondazione Orizzonti e CEO di Barbuti SpA: «Celebrare i 250 anni di San Leucio significa riportare al centro della nostra comunità non solo un passato illustre, ma un patrimonio di valori che continua a parlare al presente.La Fondazione Orizzonti nasce proprio con questo scopo: valorizzare l’eredità storica, sociale e culturale di San Leucio e della città di Caserta, e trasformarla in un motore di sviluppo contemporaneo. Per questo abbiamo scelto di organizzare l’evento inaugurale dell’Anno Leuciano in un luogo altamente simbolico e sede della Fondazione: un edificio storico leuciano, affacciato su Piazza della Seta, oggi in fase di recupero dopo anni di abbandono. È un luogo che appartiene alla memoria viva della comunità, uno spazio che ha partecipato alla grande storia della seta e che stiamo riportando alla sua funzione originaria: tornare a essere produttivo, tornare a generare cultura, lavoro, identità. Il fatto che questo evento si svolga proprio all’interno di un ex edificio della tradizione serica — e che presto potrà rinascere come nuovo centro di progettazione, formazione e creatività legato al tessile — rappresenta non solo un omaggio alla storia, ma un messaggio chiaro: il futuro di San Leucio continua da qui, dal recupero intelligente dei suoi luoghi e delle sue competenze.Con l’Anno Leuciano vogliamo costruire un percorso condiviso, coinvolgendo istituzioni, imprese, università, cittadini e artisti. Il nostro obiettivo è aprire un dialogo nuovo sulla comunità leuciana, sulle sue potenzialità e sulla sua vocazione a essere, ora come allora, un modello sociale unico al mondo. San Leucio è stato un sogno realizzato nel Settecento che ha proiettato luce e splendore per oltre due secoli. Oggi abbiamo la responsabilità di farlo diventare una visione concreta per il XXI secolo».
Ricco il parterre degli ospiti: il questore di Caserta Andrea Grassi, il soprintendente di Caserta e Benevento Mariano Nuzzo, la direttrice dell’Archivio di Stato Fortunata Manzi, i parlamentari Marco Cerreto e Gianpiero Zinzi e il presidente dell’Ordine degli Ingegneri Carlo Raucci. Con l’avvio dell’Anno Leuciano, San Leucio torna al centro della storia, della cultura e del dibattito sul lavoro e sui diritti, rilanciando una visione che, a 250 anni dalla sua nascita, continua a rappresentare una promessa concreta per il futuro.
