Giunge una notizia particolarmente tragica dall’Iran: un uomo, ferito durante le manifestazioni, viene scambiato per morto. Lo mettono in una busta nera da vivo.
L’uomo resiste tre giorni senza muoversi, senza cibo né acqua. La famiglia lo trova nella busta dopo tre giorni di ricerca: vivo, lo portano in ospedale.
Gli agenti del regime colpiscono l’ospedale e sparano all’uomo, con la salma trasportata all’obitorio di Kahrizak.
“Questo è solo un esempio dei crimini che stanno accadendo” scrive il contatto.
Esiste un precedente storico clamoroso, raccontato da Shlomo Venezia, ebreo italiano deportato ad Auschwitz: una neonata era sopravvissuta alla camera a gas, attaccata alla mamma che la stava allattando. Quando la porta fu aperta, si udì il pianto della bambina. Fu fucilata.