Professionisti , in fila a bussare alle porte della scuola, puntando a delle ore di supplenza, durante la settimana, ad essere precari non sono soltanto i classici insegnanti vincitori e non di concorso in attesa della cattedra.
Tra i “nuovi” precari della scuola ci sono anche architetti, avvocati e commercialisti, con tanto di abilitazione professionale ed iscrizione al relativo albo, specializzazioni al seguito, alla ricerca di un espediente per arrotondare ed arrivare allo stipendio di fine mese.
Durante l’estete sono arrivate agli uffici scolastici regionali di tutta italia olte 700.000 richieste di aspiranti supplenti, un numero doppio rispetto allo scorso anno, il 2016. “Mai così tanto visti sin da ora” affermano i dirigenti scolastici, numeri confermati dallo SNALS di Milano (Sindacato nazionale lavoratori autonomi scuola) e dalla CISL scuola.
Su un numero di 8.000 persone che si sono rivolte ai sindacati, il 25-30% era composto da architetti, ingegneri, avvocati, commercialisti.
Anna (nome di fantasia, ometttiamo in nome per privacy) è un architetto che lavora ha 50 anni 3figli e si è iscritta in graduatoria di III fascia, non esercita più la sua professione pensando di lasciare l’Inarcassa poichè siamo alla canna del gas.” Il problema è che pur non essendo vecchia non posso andare oltre confine, avendo famiglia” afferma.
Laureata con il massimo dei voti e con un Master in progettualità esecutiva in architettura, ha esercitato la professione di architetto dagli anni ’90 in poi, ma le cose negli ultimi tempi sono cambiate, alcuni suoi vecchi “colleghi” si sono buttati nell’arte chi fa il critico, qualcuno ha aperto una gelateria.
I numeri di Inarcassa parlano di un abbattimento dei redditi medi del 40 % dal 2015 ad oggi.
Carlo di Palermo avvocato di trenta anni, trasferitosi a Roma per il tirocinio obbligatorio perchè in città davano stipendi da fame, ha tentato anche lui la strada dell’insegamento perchè sobbarcato dall’iscrizione all’albo cassa forense ed un reddito non propriamente alto. “Anche i miei colleghi, cercano una via alternativa, chi punta la carta del concorso pubblico e chi come lui punta all’insegnamento, ma c’è anche chi fa il cameriere per arrotondare, ma c’è chi per sua fortuna ha il sostegno della famiglia”.
In attesa di una telefonata dalla scuola sperando di fare anche poche ore la settimana pagate.