CGIL: rapporto immigrazione e lavoro: in Campania 200mila presenti in quasi tutti i settori, a nero o precari, reclutati nelle “piazze degli schiavi”

a cura di Belvederenews

Secondo l’ultimo rapporto Noi Italia dell’Istat, sono quasi 5 milioni i cittadini stranieri iscritti nelle anagrafi dei comuni italiani all’inizio del 2014.

Essi rappresentano, così, l’8,1 per cento del totale dei residenti. Rispetto all’anno precedente, si è assistito ad un aumento delle iscrizioni alle anagrafi del 3,7 per cento. In Campania nel 2014 i residenti stranieri erano 203.823, cioé il 3,5% del totale della popolazione con un tasso di crescita rispetto all’anno precedente del 19.2%. Sono alcuni dei dati forniti oggi dalla Cgil della Campania che ha presentato un dossier su immigrazione e accoglienza. In particolare nel documento si ricorda come in Campania dal 2014 ci siano stati 11 sbarchi di profughi dalle navi della Marina Italiana, otto dei quali al porto di Salerno e 3 a Napoli, per un totale di 11.123 profughi. Di questi, 6758 sono ancora presenti in Campania in 149 strutture di accoglienza distribuiti nelle cinque province: sono 1100 nelle 27 strutture della provincia di Avellino, 1021 nei 35 siti di Benevento, 1197 a Caserta in 17 strutture, 2370 nella provincia di Napoli che ha 50 centri di accoglienza, e 1070 a Salerno (20 strutture). “La CGIL Campania – spiegano i dirigenti sindacali – è in prima linea per l’accoglienza e il supporto dei profughi e dei rifugiati attraverso l’impegno sia dei dirigenti che di decine di mediatori linguistico-culturali. Oltre all’accoglienza ai porti, il nostro intervento si rivela in interventi quotidiani sia nelle strutture dove sono alloggiati, sia presso le nostre a sostegno dell’adempimento delle procedure burocratiche e, soprattutto, per la difesa dei diritti umani e la loro dignità di uomini e donne e bambini”. Il rapporto precisa anche che oltre il 55 per cento dei residenti stranieri in Campania è donna.

Nel rapporto si approfondisce anche, la condizione lavorativa degli immigrati, che in Campania sono presenti in quasi tutti i settori: terziario e servizi, edilizia e agricoltura, tessile e metalmeccanico e vivono una forte mobilità e precarietà. Quello del lavoro domestico e dei servizi è il comparto in cui gli immigrati sono maggiormente presenti con circa 45mila lavoratori: un settore dove la presenza della donne ed è quello con la maggiore incidenza di forme regolari, anche se c’è un’alta percentuale di casi in cui non sono rispettati l’orario di lavoro né il salario concordati. Il lavoro agricolo sia stagionale che stanziale è invece il comparto dove si annida maggiormente il sommerso: in questo settore i lavoratori impiegati provengono soprattutto dal Nord Africa e dal Centro Africa così come da Albania, Ucraina e India. Forti difficoltà anche nel lavoro edile che è precario (alla giornata), con gli immigrati chiamati a lavorare presentandosi nelle varie piazze (“le piazze degli schiavi”, le definisce la Cgil) dai piccoli imprenditori o dai caporali. Provengono in particolare da Ghana, Albania, Ucraina, Costa d’Avorio: dai dati della Cassa Edile risultano appena circa 2000 lavoratori regolarmente assunti. Pochi rispetto alla stima di almeno 10.000 di lavoratori operanti nel settore in nero.

Dai dati della Cgil del 2014 il 29 per cento degli iscritti a questo sindacato, con meno di 25 anni,  era straniero. Il primo contatto è spesso con i servizi. L’adesione tocca punte altissime nella Filt, Federazione italiana lavoratori trasporti; in questa categoria più di un iscritto su due tra i 26 e 35 anni rusultava straniero