Dopo la giornata del ricordo della strage di Castel Volturno, il Sindaco racconta della sua città.

Castel Volturno. Lo scorso 19 settembre e’ stata ricordata la strage di Castel Volturno, la strage dei neri o, appunto, la strage di San Gennaro. Il Comune di Castel Volturno, però, ha deciso di non voltare le spalle ad un fatto di storia cosi’ efferato per lasciare il monito di un percorso che non deve essere mai piu’ intrapreso.
Rimane tuttavia il problema dell’integrazione, a Castel Volturno e in tutti i comuni della Domitiziana , territorio valorizzato in modo insufficiente. Una battaglia difficile per i pochi Politici che si battono per questo territorio.

Tra questi, il Sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo. Dopo le celebrazioni in ricordo dei morti ammazzati dallo squadrone della morte capitanato da Setola, il Sindaco Russo ha precisato un po’ di cose raccontando la sua Castel Volturno:
«Ho avuto un esercizio commerciale per più di trenta anni a Destra Volturno, svaligiato più volte, rapinato più volte. Qualche volta alcuni cretini hanno tentato di chiederci il pizzo ma se sono andati sempre a mani vuote. E la sera ci dormivo io, con la paura in corpo di un incendio o una bomba e il fucile da sub (unica arma che avevo) sotto il letto. Paura sì, ma mai piegati. Mai. E non c’erano le associazioni. Qualcuno, razzista ed imbecille, ha cercato di far credere che in fondo erano dei delinquenti spacciatori, come tutti i neri del resto, e quindi si sono indignati al fatto che sono stati ricordarti. Imbecilli, razzisti e orfani della camorra casalese, convinti nella loro testa che ospita un criceto con ruota e ghianda per azionarla, che i mali di Castel Volturno sono attribuibili agli sporchi negri».