Allora Danilo, quando hai deciso di dedicarti alla politica? Su questa scelta ha influito qualcosa di particolare?
“Ho fatto politica da quando avevo 16 anni, mi sono appassionato tramite lo studio e ho iniziato già nell’ambito scolastico, poi con i movimenti studenteschi. Quindi, diciamo, è una passione che ho sempre avuto.Sicuramente sono un po’ idealista, ho chiaramente sognato un mondo migliore e da qui è partito tutto”.
Danilo tu sei un nostro concittadino, partendo dalla nostra città, cosa ne pensi delle condizioni di degrado in cui versa Caserta?
“Purtroppo, è sotto gli occhi di tutti quello che è successo, ma non è una questione, secondo me, solo degli ultimi 5 anni, è qualcosa che parte da molto lontano, penso dagli inizi degli anni 2000 che si è manifestato questo sistema di mala politica che poi, come abbiamo visto, ha avuto l’epilogo nel peggiore dei modi possibili. Penso che, purtroppo, si debba rifondare la politica casertana e ripartire dai tanti esempi positivi che ci sono in città, ossia gente che si vuole occupare di politica, che crede nei valori, i nostri attivisti, ma non solo, ci sono tante altre persone, comitati civici e associazioni che si occupano di politica in maniera genuina, e quindi, credo si debba ripartire da qui. A livello nazionale, le organizzazioni partitiche possono e devono avere un ruolo organizzativo importante”.
Spostandoci, diciamo, sulla situazione internazionale, secondo te, il nostro governo come si è posto, rispettivamente, alla questione del conflitto a Gaza?
“Secondo me, sulla questione internazionale, il nostro governo, diciamo, più che del conflitto parliamo di genocidio e ne spiego la ragione: conflitto è quando due eserciti si affrontano, ma, purtroppo, parliamo di un esercito che ha deciso di sterminare un popolo, perché, ancora oggi, nonostante ci sia la tregua, continuano le vessazioni e non solo a Gaza, ma anche in Cisgiordania. Mi sembra che Israele abbia deciso di occupare Gaza e di distruggerla. Di conseguenza, il nostro governo non ha fatto nulla per, non dico evitare, perché, chiaramente, da solo, non puoi evitare, ma almeno per condannare ciò che è successo e l’Unione Europea altrettanto. Per darti un esempio della disparità di trattamento e di doppi standard, il Parlamento Europeo, non ha votato né una sanzione per Israele, né la sospensione dell’accordo di associazione dei Paesi dell’Unione Europea con Israele, e nel frattempo, invece, sono stati votati circa 19, anzi, ora passiamo a 20 pacchetti di sanzioni alla Russia per l’Ucraina che, considerando, chiaramente, la violazione del diritto internazionale, ecc.., è comunque un conflitto che sta facendo molti meno morti, di civili, intendo, rispetto a quanto accaduto a Gaza”.
Ascolta, Giorgia Meloni disse di non riconoscere lo stato della Palestina, perché, secondo lei, insomma, i tempi non sarebbero stati maturi. Cosa ne pensi?
Secondo te, non è un po’ un paradosso che la destra che, per tanto tempo, non ha riconosciuto l’olocausto avvenuto nella Seconda Guerra Mondiale, parli, invece, oggi, di antisemitismo rispettivamente al genocidio che avviene in Palestina?
“A me sembra chiaramente una contraddizione della destra, perché, in questo caso, non si parla di antisemitismo, ma, al massimo, si potrebbe parlare di antisionismo, ma il sionismo, comunque, è un’ideologia, per certi versi, una sociologia, diciamo, suprematista, e dietro il sionismo, ci sono obiettivi di annessione dei territori palestinesi e di altre violazioni e non solo. Ricordiamoci che i palestinesi non sono solo musulmani, come molti della destra vogliono far credere, ma anche cristiani”.
Parlami della tua esperienza a Rafah
“Io sono stato a Rafah, a maggio scorso. Al valico e siamo stati a visitare le tende. Quello è il valico con l’Egitto, chiuso all’epoca, non facevano passare niente, neanche il cibo. Noi siamo stati a visitare questi capannoni della Croce Rossa dove c’erano quintali e quintali di cibo che era fermo lì e che non facevano entrare. Poi, ci hanno fatto vedere, che, anche quando transitava il cibo, prima che chiudessero, non entravano i vaccini, medicinali, addirittura neanche le vettovaglia, pentole, forchette, coltelli, perchè asserivano che potessero essere usate come armi. A fronte di bombeche lanciavano? Il veto si estendeva anche alle stampelle, tutto quello che era alluminio non entrava, quindi, diciamo, è una situazione paradossale. Ricordiamoci la storia, l’ultimo paese che ha usato la fame come arma di guerra, è stata la Germania, nel 1941, quando assediò Leningrado, dove non facevano entrare il cibo, riducendo le calorie fino a farli arrivare a morire di fame. Questo te lo dico, perché, anche quando passava il cibo, ci dicevano gli operatori della Croce Rossa, della Mezzaluna Rossa, ma anche delle diverse ONG, che non tutti i tipi di alimenti potevano passare, per esempio, pacchi di merendine, pacchi di cornetti, marmellata, miele, venivano bloccati perché troppo calorici”.
Rispettivamente al nostro governo, in materia di diritti civili, anche sulla questione dell’immigrazione, pensiamo al movimento Remigration Summit che ricorda molto l’ideologia nazista, tu credi che la situazione delle minoranze sia peggiorata con il governo Meloni?
“Allora, io credo che, questa sia una questione molto europea e, secondo me, va su due piani. Dobbiamo stare attenti, nel senso che, sulla questione dei diritti civili, sicuramente, diciamo, questo governo non brilla per essere avanzato. La questione degli immigrati, in realtà, riguarda tutta l’Unione Europea per garantire un controllo dei flussi migratori nel rispetto delle leggi internazionali. Ma pensiamo anche alle violazioni dei diritti delle minoranze linguistiche, ad esempio, dei paesi baltici, russi, o altri. In Italia, purtroppo, c’è questo nuovo fenomeno di ideologie antimigratorie. Se vogliamo, si prova a far spaventare le persone, perché c’è la crisi economica, e alla fine serve individuare un nemico e questo si cerca nell’immigrato o nell’appartenente a una minoranza. Allo stesso tempo, è chiaro che le politiche migratorie non hanno funzionato benissimo. Un esempio sono i centri in Albania ma,sicuramente, in passato, io ho visitato il CPR in Basilicata, e quello non è un centro, è un lager, è la negazione dei diritti umani. Ora, detto questo, è chiaro che le politiche migratorie non hanno funzionato, ed è chiaro che ci debbano essere regole. Si deve pensare a un modo per far sì che l’immigrazione sia legale. Non certo ciò che abbiamo visto con il governo Meloni, ossia la liberazione del torturatore libico”.
Proprio in riferimento ai diritti delle minoranze, un’altra questione che mi sta molto a cuore, per quanto riguarda i diritti della comunità LGBTQ+, l’Unione Europea ha dichiarato che, ecco, un/a italiano/a che vuole sposarsi con il/la proprio/a compagno/a, se si reca in un paese estero in cui vige il matrimonio egualitario, questo verrà poi riconosciuto anche in Italia. Però, la cosa che mi chiedo è:gli italiani, per vedersi riconosciuto un diritto che dovrebbe essere di tutti i cittadini, ossia il diritto all’amore, il diritto alla famiglia, devono andare, per forza, sempre all’estero? Nel 2026, vengono ancora considerati cittadini di serie B?
“Ma, infatti, il discorso anche qui è che l’Unione Europea ha dato un’indicazione, però, è anche vero, come mi dici giustamente tu, che è arrivato il momento anche in Italia, di riconoscere il matrimonio egualitario, come ormai c’è in gran parte in tantissimi paesi, cioè, in tantissimi paesi europei ed extraeuropei, quindi, non vedo perché non si possa iniziare a riconoscerlo anche in Italia”.
A proposito di un governo che, è quasi, passami il termine, un po’ dittatoriale, cosa ne pensi del decreto sicurezza, il voler bloccare manifestazioni, scioperi, cioè non è un diritto dei cittadini?
“In realtà, sono molto preoccupato di quello che succederà dopo, a livello europeo. È chiaro che questo è un dato importante che ci deve far riflettere, perché se si inizia a pensare che lo sciopero non si possa fare, che le manifestazioni non siano legittime…cosa può accadere? Io devo dire la verità, anche sulla questione dell’antisemitismo, la vedo una situazione quasi di censura, no? Eh, io, vedo anche al Parlamento Europeo, abbiamo una commissione che si chiama Scudo europeo per la democrazia, che, di fatto, vuole decidere cosa è fake news e cosa non lo è, chi ha il diritto di parola e chi non ne ha. Come abbiamo visto,diverse iniziative nelle università sono state cancellateperché potevano dirsi filo–russe, filo–ucraine, filo–palestinesi, filo–israeliane. Un altro esempio è l’agenzia del Parlamento, che, diciamo, si occupa dei viaggi, degli alberghi, ecc.., ci ha chiamato il giorno prima e ci ha detto che la prenotazione di Francesca Albanese, all’hotel, era stata cancellata unilateralmente da loro, perché Albanese è sotto sanzioni degli Stati Uniti. Noi abbiamo protestato, abbiamo risolto in altro modo ma abbiamo visto che, alla fine, l’agenzia europea che gestisce, diciamo, i dati dei viaggi, delle nostre carte ecc., è di proprietà, da poco, di una compagnia statunitense e l’appalto opera per l’Unione, per il Parlamento Europeo e, però, questa agenzia ha deciso di cancellare la presentazione di Francesca Albanese sulle basi di sanzioni degli Stati Uniti e anche in diverse università, è il caso di eventi, dibattiti, dove ci sono voci diverse e, secondo me, questo è sbagliato, perché fa pensare che si stia costruendo una narrazione che va in una direzione ben precisa, la costruzione del nemico che, inevitabilmente porta a un confronto militare”.
Proprio parlando di censura, cosa ne pensi della decisione di non parlare di educazione sessuo-affettiva nelle scuole? Pensiamo a realtà sociali in cui ragazzine di 14 anni si ritrovano già a mettere al mondo un figlio o, come la casistica, stia delineando un incremento delle malattie sessualmente trasmissibili tra i giovani nel nostro Paese..
“Eh, la scuola è un altro tasto. L‘ educazione sessuale, credo sia importante. È fondamentale parlarne a scuola, già alle scuole medie sono adolescenti, ormai, no? Bisognerebbe educare per responsabilizzare, rendere coscienti i ragazzi di certe scelte e soprattutto delle conseguenze che ne possono derivare”.
Danilo, molti giovani dichiarano di non voler andare a votare, perché tanto non cambierà mai niente e, con questo criterio, abbiamo avuto che chi ha votato Giorgia Meloni, pur non rappresentando la maggioranza, ci ha fatto ritrovare con tale governo. Allora che messaggio vorresti lasciare alle persone, soprattutto, ai giovani?
“Io, su questo, ho una teoria, che, poi, non è mia la teoria, ma l’abbiamo vista, e direi che, in Italia, la percentuale dell’astensionismo è salita dal 1990 in poi, è sempre salita, tranne nel 2006, credo, quando c’era una polarizzazione massima tra Prodi e Berlusconi, ma sicuramente, è stata costante, anche nel 2013, nel 2018 ecc. Questo, secondo me, è alla base della fine delle ideologie, ma anche del fatto che i sistemi maggioritari tendono a ad accentrare i programmi e quindi, le persone preferiscono non andare a votare, perché vedono tutti quanti uguali, chiaramente, anche se non lo sono. È chiaro che, in Italia, servirebbe, magari, una legge elettorale diversa, più rappresentativache di rappresentanza. Il fatto che le persone non vadano a votare, a prescindere da chi votino, è un problema perchécome facciamo a parlare di democrazia? Se la maggior parte delle persone non partecipa alla vita politica persone partecipano alla vita politica e, alla fine, purtroppo, c’è qualcun altro che sceglie per te, quindi, è chiaro, l’appello che posso dare anche ai più giovani è di interessarsi alla politica. Serve, ovviamente, una presa di responsabilità da parte della politica che possa fare esprimere i programmi in maniera più lineare, non, appunto, accentrandosi”.
Un’ultima domanda: molti dicono che, se abbiamo il governo Meloni, è perché non c’è una chiara opposizione, prendiamo la sinistra che è spaccata, ormai, in più coalizioni. Cosa ne pensi?
“Noi siamo un partito di opposizione, credo. L‘unico che ha delle parole ben precise contro la guerra, per la Palestina, per l’assistenza a chi non ha nulla, per uno stato sociale forte, ecc. Anche per un nuovo modo di vedere lo stato, lo stato sociale, le alleanze, un modo di vedere l’Europa, sicuramente, i paesi emergenti. Io non vorrei dire ma i pacchetti di voti delle armi li votano tutti, tranne noi”.