Al Circolo San Miche il convegno per non dimenticare per non ripetere la storia

Sabato 7 novembre 2026 a Gallo di Roccamonfina, nel Circolo San Michele Arcangelo, esperti hanno parlato delle atrocità e delle distruzioni della Seconda guerra mondiale con maggior riferimento ai giorni precedenti all’armistizio dell’8 settembre del ’43 e dei giorni ad esso successivi.
Sin dal primo intervento del “padrone di casa”, il medico Francesco Cipolla, presidente del Circolo San Michele Arcangelo, si è compreso lo scopo pedagogico di questo incontro in presenza. Cipolla ha raccomandato ai nonni di raccontare ai nipoti dei giovani di Roccamonfina deportati in Germania nel ‘43. Il medico Cipolla nacque nel ‘41 e suo pare fu deportato nel ’43. Quando il padre di Cipolla, allora bambino, nel ‘46 fece ritorno dalla Germania a Roccamonfina, il piccolo non lo riconobbe, non lo conosceva. Il professore Filippo Ianniello ha fatto riferimento ad un presente indistinto propinato dai social, prima di iniziare un’ampia e circonstanziata analisi storica politica e antropologica degli accadimenti prima del comunicato radio delle ore 19.42 dell’8 settembre di Pietro Badoglio che comunicava l’armistizio e dei giorni che ne seguirono. Il professore ha indicato l’8 settembre del ’43 come lo spartiacque della storia italiana. Il generale Michele Gallo ha narrato con passione della strage di Cefalonia, in Grecia, messa in atto dai tedeschi di migliaia di sodati e ufficiali italiani. Il generale Gallo ha poi parlato delle sofferenze e del sacrificio dei soldati italiani deportati in Germania e perché per quelle migliaia di soldati il dittatore germanico inventò la definizione: “Internati Militari Italiani“, affinché non godessero dei diritti dei prigionieri di guerra. Don Paolo Martuccelli ha iniziato il suo intervento facendo riferimento alle inquietudini del tempo attuale. I ringraziamenti del sindaco di Roccamonfina, Carlo Montefusco. Nel corso del convegno è stato riconsegnato il piastrino del soldato Raffaele Di Pippo a cura dell’Associazione Museo Storico di Roccamonfina.