Ad Aversa la presentazione di ” Alba di fuoco”

E’ prevista per sabato 14 dicembre, ad Aversa, presso la Sala Convegni della Caritas, la presentazione di Alba di fuoco, il nuovo romanzo di Alessandro Zannini

E’ prevista per sabato 14 dicembre, ad Aversa, presso la Sala Convegni della Caritas, la presentazione di Alba di fuoco, il nuovo romanzo di Alessandro Zannini.

Relatore d’eccezione S. Ecc. Angelo Spinillo, vescovo della città normanna; moderatrice la professoressa Maria Luisa Coppola, Presidente Serra Club di Aversa, letture a cura della professoressa Anna Sgueglia, docente dell’I.C. “de Curtis” di Aversa.

Alba di fuoco” scrive nella prefazione padre Raffaele Nogaro, vescovo Emerito di Caserta, “è un romanzo storico di alta potenza narrativa, che sa articolare con sapienza un discorso di genuina spiritualità. L’ Autore osserva l’umanità che popola il libro ed è intensamente coinvolto nella ricerca che essa esprime verso una liberazione collettiva dalla miseria e dalla umiliazione, dalle vessazioni e dai soprusi, nell’aspettativa di una finale redenzione. In questo contesto la sua indagine su verità psicologiche, che esulano dallo scientismo ufficiale e sperimentano le trascendenze più ardite e vibrate dello spirito umano, riesce pienamente convincente. La narrativa di Alessandro Zannini si situa in un ambiente paesano meridionale tra la fine Ottocento e il primo Novecento; ne ricostruisce le atmosfere, gli usi, i costumi, la mentalità, così da farli rivivere al lettore con appassionata partecipazione. La povertà si legge nelle abitazioni squallide, nelle strade dissestate, dove si aggirano personaggi straziati dalle fatiche. Ovunque però si respira l’attesa di tempi nuovi e migliori: c’è sempre l’alba radiosa della vita e della speranza”.

La protagonista, Maria Teresa Coppola, sin da bambina sente la vocazione a divenire sposa di Cristo e insegue questo obbiettivo fino alla soglia dei trent’anni, quando finalmente, dopo aspre battaglie, vince la contrarietà dei genitori ed entra nel monastero di clausura delle Trentatrè di Napoli. Ammalatasi ben presto di turbecolosi, verrà curata e assistita sino alla morte, avvenuta nel 1912, dal dottore Giuseppe Moscati.

Un personaggio a tutto tondo, sorprendentemente nuovo e pienamente reale, il cui processo di Beatificazione è stato avviato da diversi anni.