La recente decisione della settima sezione della Corte di Cassazione ha confermato la proroga del regime detentivo del 41 bis per Antonio Basco, noto come il sicario del clan dei Casalesi. Nonostante il tempo trascorso dietro le sbarre, Basco continua a rappresentare una minaccia per la società, come evidenziato dalla sua persistente connessione con la criminalità organizzata e dal ruolo di spicco che ricopre all’interno del clan.
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato da Basco contro l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Roma, che ha prorogato il regime detentivo del 41 bis. Secondo i giudici, Basco ha dimostrato la capacità di mantenere collegamenti con la criminalità organizzata, essendo stato identificato come un elemento chiave del clan dei Casalesi. Le sue attività nel clan includono l’essere un sicario e gestore delle attività estorsive nella zona di San Cipriano d’Aversa.
Un aspetto significativo della decisione della Corte è stato il riconoscimento del fatto che Basco continua a ricevere uno stipendio in carcere come affiliato del sodalizio criminale. Questo fatto sottolinea la sua persistente connessione con il mondo criminale, nonostante sia dietro le sbarre. Inoltre, la sua condotta all’interno del carcere è stata caratterizzata da numerose sanzioni disciplinari, indicando una mancanza di aderenza alle regole dettate dall’istituzione penitenziaria.
Un ulteriore elemento che ha contribuito a confermare la pericolosità sociale di Basco è emerso da un colloquio che ha avuto luogo nel carcere di Cuneo, durante il quale ha fornito direttive ai suoi parenti su come utilizzare le risorse economiche illecite. Questo comportamento dimostra la sua volontà di mantenere il controllo sulle attività criminali anche dietro le sbarre, confermando la sua pericolosità per la società.
In conclusione, la decisione della Corte di Cassazione di confermare la proroga del regime detentivo del 41 bis per Antonio Basco sottolinea la persistente minaccia che rappresenta per la società. Nonostante sia in carcere, Basco continua a mantenere collegamenti con la criminalità organizzata, ricevendo uno stipendio come affiliato del clan dei Casalesi e fornendo direttive sulla gestione delle attività illecite ai suoi parenti. La sua pericolosità sociale rimane pertanto una preoccupazione significativa per le autorità competenti.