ARZANO (NA)– Scioglimento per camorra: avviate le procedure di revoca dell’affidamento dei beni confiscati, alle associazioni “Dal Basso” e “Donna Matilde Serao”. Nel mirino gli atti dell’ex sindaca Fiorella Esposito. Intanto va avanti l’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia con l’acquisizione di verbali, convenzioni e nominativi dei beneficiari.
Il Comandante della Polizia locale, Luigi Maiello, dopo un’articolata indagine – ha avviato anche in conseguenza dello scioglimento per camorra -, le procedure di revoca dell’affidamento dei beni sottratti alla mafia. Affidamento che, secondo quanto riportato nel DPR pubblicato in Gazzetta Ufficiale, aveva visto che la quasi totalità dei beni confiscati alle associazioni camorristiche nel Comune di Arzano era di proprietà di un esponente di spicco della locale associazione camorristica, in stretti rapporti con un amministratore locale.

E, che, solamente dopo l’insediamento della commissione d’Accesso, l’ex maggioranza Espsoito aveva provveduto ad assegnare un immobile, peraltro in violazione della normativa di settore con tanto di festa d’inaugurazione con l’ex vice sindaca Giuseppina Piglia, in quanto l’associazione assegnataria, non avrebbe disposto dei fondi necessari per ristrutturare e utilizzare il bene. Una gestione, quella dei beni confiscati, regolamentata dalle stringenti norme approvate dai commissari prefettizi dopo lo scioglimento per camorra nel 2015. Proprio l’affidamento e la successiva apertura di una di queste strutture nel gennaio del 2019, ha attirato le attenzioni della Procura della Repubblica e del neo comandante della municipale Maiello.
A finire nel mirino dei controlli i lavori di ristrutturazione che avrebbero dovuto propedeuticamente partire entro 60 giorni dall’assegnazione dei beni con il deposito di un progetto esecutivo di adeguamento al settore Pianificazione e gestione del territorio con la conseguente istruttoria e l’avallo del consiglio comunale. Senza contare l’obbligo a trasmettere l’elenco soci, i bilanci, la comunicazione delle attività svolte e del conseguente materiale divulgativo, la polizza assicurativa, i nomi di amministratori, volontari e personale impiegato a qualunque titolo nelle attività delle associazioni. Senza contare la tracciabilità dei fondi impiegati e il certificato Antimafia delle ditte appaltatrici eventualmente incaricate dei lavori.
Al vaglio dei magistrati anche la richiesta presentata da un’associazione locale sportiva riferimento di un consigliere comunale di maggioranza che durante il suo mandato, in violazione del TUEL, avrebbe operato senza dimettersi dalla carica di consigliere dell’associazione. Ora le due associazioni dalla data della notifica, avranno dieci giorni per produrre memorie.