La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha deciso di impugnare la sentenza che ha assolto Nicola e Filippo Capaldo, nipoti del boss Michele Zagaria, dall’accusa di associazione mafiosa e trasferimento fraudolento di valori nel caso del business del latte legato al clan dei Casalesi.
Il verdetto e la reazione della DDA
Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduto dal giudice Giovanni Caparco, ha assolto i fratelli Capaldo perché il fatto non sussiste. I due erano difesi dagli avvocati Giuseppe Stellato e Ferdinando Letizia. La decisione si è basata sull’inutilizzabilità delle intercettazioni depositate in dibattimento e sulla mancanza di prove concrete che dimostrassero un loro coinvolgimento nella gestione della Cooperativa Santa Maria, che secondo la Procura sarebbe stata la prosecuzione della Euromilk, azienda storicamente riconducibile ai Casalesi.
Tuttavia, i magistrati antimafia Maurizio Giordano e Giuseppe Cimmarotta hanno presentato ricorso, ritenendo che il Tribunale abbia effettuato una valutazione errata e incompleta delle prove. Secondo l’accusa, la Cooperativa Santa Maria era effettivamente gestita dai Capaldo tramite prestanome e serviva a garantire la continuazione dell’attività del clan nel settore della distribuzione del latte in Campania.
Collaboratori di giustizia e intercettazioni al centro del ricorso
Uno dei punti contestati dalla DDA riguarda la presunta inattendibilità dei collaboratori di giustizia Francesco Zagaria, e Attilio Pellegrino, le cui dichiarazioni sono state considerate non sufficientemente probatorie dal Tribunale. Inoltre, la difesa ha sostenuto che le intercettazioni depositate non fossero utilizzabili poiché autorizzate per un reato diverso da quello contestato.
La Procura sostiene invece che le intercettazioni e le testimonianze dei pentiti dimostrino chiaramente il coinvolgimento dei Capaldo, rendendo necessaria una riforma della sentenza in appello.
Il caso, quindi, non è affatto chiuso: la battaglia legale continua, e sarà la Corte d’Appello a stabilire se l’assoluzione verrà confermata o ribaltata.