di GIOVANNA PAOLINO
Un altro caso di aggressione ai danni della Polizia Penitenziaria da parte di un detenuto avvenuto ieri , 23 febbraio 2018, nella Casa Circondariale di Benevento.

Autore dell’aggressione un detenuto con problemi psichiatrici .
Questi i fatti.
Nel primo pomeriggio, il detenuto veniva ricevuto dal Comandante del Reparto per un incontro interlocutorio al termine del quale e’ stato chiesto al ristretto di aspettare per attendere le decisioni riguardo adottate dal Comandante.
A questo punto, si e’ scatenata la furia dell’uomo che si e’ rifiutato categoricamente di obbedire a quanto gli veniva chiesto al punto che il personale di Polizia Penitenziaria e’ stato costretto a prenderlo di peso per accompagnarlo fuori della stanza del Comandante.
Ma non e’ tutto.
Nell’entrare nella cella il detenuto si avventava contro gli Agenti scagliando 2 pugni scagliando due pugni contro uno di loro. Subito sono intervenuti gli altri colleghi per evitare il peggio e sedando il detenuto. Il malcapitato e ‘ dovuto ricorrere alle cure ospedaliere con una prognosi di giorni 10.
Il fatto e’ stato denunciato da Vincenzo Palmieri Segretario Regionale O.S.A.P.P.- Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria – il quale ha cosi’ dichiarato :
” Questo caso riporta alla ribalta le preoccupazioni legate alle problematiche legate al reparto di osservazione psichiatria, al centro di polemiche e proteste da parte dei sindacati, che rivendicano la sicurezza di chi ogni giorno è costretto a operare in situazioni critiche”,
Il Segretario Regionale invita i vertici dell’Osapp, politica e istituzioni a occuparsi del ” caso Benevento ” e a porre in atto tutti i provvedimenti del caso.
“Questa è la polizia penitenziaria – afferma Vincenzo Palmieri – un corpo che ogni giorno presta la sua opera al servizio dello stato, stato che quando si tratta di tutelare l’operato democratico dei suoi uomini se ne dimentica. L’assenza di un’ amministrazione sta portando al collasso l’intero sistema, oggi il personale di polizia ha paura di tutto tanto da non riuscire a capire chi e cosa rappresenta, eppure l’85 % per cento di personale negli istituti e’ formato da uomini e donne che grazie alla loro opera rappresentano l’istituzione a sacrificio della propria incolumità e delle loro famiglie perche’ chi indossa una divisa ha una famiglia che insieme al proprio caro paga il sacrificio di questo servizio”.