Condizioni igieniche precarie, turnazioni stravolte con preavvisi minimi e una crescente vulnerabilità sul fronte della sicurezza all’interno delle stazioni impresenziate. Sono queste le pesanti accuse lanciate dalle Segreterie Regionali della Campania di UGL Ferrovieri e FAST Confsal, che hanno formalizzato una richiesta urgente di confronto indirizzata ai vertici di Trenitalia S.p.a. e FS Security. La nota sindacale fa seguito a una pioggia di segnalazioni inviate dai lavoratori della struttura di Vendita e Assistenza (Customer Operations) delle regioni Campania e Molise.
Al centro della dura contestazione, firmata dai segretari regionali G. Marinola (UGL Ferrovieri) e F. Toriello (FAST Confsal), vi è la richiesta di un immediato cambio di rotta per tutelare la dignità e la salute dei dipendenti, messi a dura prova da un’organizzazione del lavoro definita insostenibile.
Logistica e dignità presidi “in strada” e senza bagni.
Uno dei punti più critici sollevati dai Segretari Marinola e Toriello riguarda le condizioni logistiche inaccettabili in cui si trova a operare il personale di assistenza. I sindacati denunciano l’impiego di lavoratrici e lavoratori all’interno di postazioni fisse collocate direttamente in strada, completamente prive di servizi igienici facilmente accessibili e sprovviste persino di spazi idonei o appoggi strutturati per riporre gli effetti personali.
“La disponibilità di bagni, di un luogo idoneo per le pause e di condizioni ambientali adeguate attiene direttamente alla dignità del lavoro e alla tutela della salute”, tuonano i segretari nella nota, chiedendo una verifica immediata sulla valutazione dei rischi ambientali e sull’esposizione prolungata agli agenti atmosferici.
La flessibilità che cancella il riposo: il nodo dei turni e delle trasferte
Un’altra criticità cronica emersa è la gestione unilaterale della turnistica. Ai dipendenti verrebbero comunicate modifiche d’orario con preavvisi ridottissimi, che stravolgono i tempi di partenza e rientro a casa, impattando gravemente sulla conciliazione tra vita privata e lavorativa.
A questo si aggiunge il problema delle trasferte e della reperibilità. Secondo l’atto d’accusa firmato da UGL e FAST Confsal, il mancato e chiaro riconoscimento contrattuale dei tempi necessari a raggiungere i luoghi di intervento e il successivo rientro in residenza, sta provocando una pesante contrazione delle ore di riposo giornaliero obbligatorie. I sindacati esigono criteri uniformi e trasparenti per evitare disparità di trattamento, con un occhio di riguardo anche per il personale in apprendistato, che necessita di adeguato affiancamento.
Stazioni isolate e rischio aggressioni il ruolo di FS Security.
La preoccupazione si fa massima quando gli operatori, spesso da soli o in regime di reperibilità, vengono inviati presso stazioni impresenziate o località isolate in cui non vi è altra presenza aziendale. Il personale di biglietteria e assistenza si ritrova a essere l’unico baluardo e punto di riferimento per l’utenza, rimanendo pesantemente esposto in caso di disguidi o tensioni con i viaggiatori.
Il tema della sicurezza ferroviaria resta caldissimo: sebbene a livello nazionale i dati generali diffusi da FS Security nei primi otto mesi del 2026 abbiano evidenziato un calo del 25% delle aggressioni al personale Trenitalia grazie alle nuove strategie di controllo, la percezione di isolamento sul territorio campano resta altissima. Proprio di recente, le cronache locali hanno registrato forti momenti di tensione in Campania, come il caso del capotreno aggredito nella stazione di Sant’Antimo da un passeggero privo di biglietto.
Inoltre, nonostante lo storico accordo siglato a livello nazionale a inizio anno che prevede l’introduzione progressiva delle bodycam per tutti gli operatori di FS Security entro la fine del 2026, i sindacati territoriali ritengono che sul fronte dell’assistenza a terra si debba fare molto di più. Marinola e Toriello hanno chiesto esplicitamente di coinvolgere FS Security per ottenere:
- Una mappatura aggiornata delle stazioni campane maggiormente esposte a criticità e microcriminalità.
- Procedure chiare che stabiliscano quando sia obbligatoria la presenza di un secondo operatore di supporto in contesti isolati.
- Un potenziamento delle misure di protezione preventiva e non solo interventi successivi all’evento violento.
I sindacati restano ora in attesa di un sollecito riscontro da parte dei responsabili delle Customer Operations e delle Risorse Umane di Trenitalia, pronti a mettere in campo ulteriori forme di protesta qualora le risposte aziendali su turni, logistica e incolumità dei lavoratori non si rivelassero immediate e concrete.