Blocco degli autotrasportatori: insufficienti le misure proposte dal governo, continua la protesta

Caselli bloccati, scaffali vuoti e distributori a secco: a rischio la tenuta economica e sociale

 

CASERTA – Il blocco degli autotrasportatori continua e nel Casertano la situazione è sempre più pesante. I presidi nei nodi chiave della provincia, i caselli di Caserta Sud, Caianello e Capua e le aree strategiche di Maddaloni-Marcianise, mettono a dura prova la tenuta economica e sociale di Terra di Lavoro. Questa mattina l’allerta meteo ha peggiorato il traffico, e molti pendolari faticano a raggiungere il posto di lavoro.

Gli effetti si vedono già. Nei supermercati gli scaffali cominciano a svuotarsi, perché i prodotti freschi non riescono ad arrivare. Ai distributori il gasolio scarseggia, e ieri sera le file per fare il pieno sono andate avanti fino a tardi. Al fianco dei camionisti sono scesi in sciopero anche gli agricoltori, che fanno la stessa fatica ad avere margini di guadagno dignitosi.

Il tavolo con Salvini

Ieri, alla Prefettura di Milano, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha incontrato le associazioni di categoria e i rappresentanti degli autotrasportatori. Ha presentato un pacchetto di misure economiche e normative da circa un miliardo di euro e ha chiesto in cambio la rimozione immediata di tutti i blocchi.

Al tavolo, i rappresentanti della categoria hanno spiegato le ragioni della protesta e il motivo per cui le proposte presentate restavano insoddisfacenti: «Gli autotrasportatori si stanno fermando spontaneamente, nessuno li costringe. Le richieste le abbiamo messe in un documento che ha accomunato tre regioni. La nostra economia si basa sul prezzo del gasolio: fino a febbraio per un pieno da mille litri servivano 1.600 euro, oggi ne spendiamo 2.300. Anticipiamo liquidità dalle nostre tasche e oggettivamente non ce la facciamo più».

Per molti la proposta del ministro non risponde all’unica richiesta di fondo: un calo immediato del prezzo del gasolio alla pompa.

Il Comitato Trasportatori Siciliani sembrava aver accettato le misure, siglando una tregua per consentire l’arrivo dei beni di prima necessità, ma stamane arrivano notizie del prosieguo di blocchi e proteste nell’isola. In Calabria, Campania e Puglia molte sigle autonome continuano il fermo previsto, almeno fino al 27 di ottobre, quando è in programma il prossimo tavolo di incontro fra le parti.

Salvini di contro ha altresì ricordato le conseguenze legali: con il Decreto Sicurezza il blocco stradale è tornato a essere un reato, con rischio di sequestro e confisca del mezzo e conseguenze penali pesanti, invitando ad allentare la protesta.

Le richieste presentate a Zinzi

L’incontro con il ministro è stato favorito dall’onorevole Giampiero Zinzi, che lunedì aveva ricevuto una delegazione di autotrasportatori. Queste le richieste che gli sono state presentate:

  1. Carburante: prezzo calmierato e reintroduzione del recupero delle accise, ritenuto vitale per le imprese.

  2. Costi minimi di sicurezza: uno strumento a disposizione dello Stato per farli rispettare, oggi aggirati da agenzie che si inseriscono tra le aziende di trasporto e la committenza principale.

  3. Età pensionabile: innalzamento a 70 anni, per far fronte al mancato ricambio generazionale. Molti conducenti si sono allontanati dal settore e mancano nuove leve.

  4. Aree di sosta: spazi adeguati e servizi igienici idonei per il personale viaggiante. Molte aziende non sono strutturate per accogliere grandi flussi di mezzi, che così restano fermi oltre il tempo dovuto.

  5. Fisco: riduzione della pressione fiscale.