FILTCGIL, FITCISL, UILTRASPORTI: “La Regione intervenga subito. La protesta degli autotrasportatori è il segnale che il sistema non regge più”
«Avevamo chiesto per tempo un tavolo in Regione. Oggi il problema è esploso e la protesta degli autotrasportatori rischia di fermare la circolazione delle merci. Non ascoltare le parti sociali significa esporre cittadini, famiglie e imprese a conseguenze pesantissime». Lo afferma Angelo Lustro, Segretario Generale FILTCGIL Campania, in un’intervista che fotografa con chiarezza la situazione.
La questione del caro carburanti non è più soltanto un problema di costi per le aziende di trasporto. È diventata una emergenza nazionale che incide sulla mobilità delle persone, sulla distribuzione dei beni essenziali, sulla logistica e sulla tenuta economica delle imprese. Le Organizzazioni Sindacali avevano già segnalato alla Regione Campania che la crescita dei prezzi stava producendo effetti pesanti sui bilanci delle aziende e sul reddito di lavoratrici, lavoratori e famiglie. Quella richiesta è rimasta inevasa.
Oggi, con l’avvio della protesta degli autotrasportatori, il rischio è che il sistema arrivi a un punto di rottura. In un Paese dove la grande maggioranza delle merci viene movimentata su strada, un blocco prolungato del trasporto su gomma può generare ritardi negli approvvigionamenti, riduzione delle consegne e difficoltà nel rifornimento di beni e materiali essenziali. Non è più solo il costo del pieno: è la possibilità stessa di garantire la continuità dei servizi e della produzione.
Il caro carburanti si inserisce in un mercato già distorto. Le scelte dei grandi gruppi petroliferi – come l’introduzione di prezzi calmierati da parte di ENI, seguita da IP, Q8 e altri marchi – hanno effetti immediati sulla concorrenza: le pompe bianche acquistano carburante a prezzo pieno e non possono sostenere un tetto imposto dai marchi dominanti. La concorrenza indipendente si riduce, il mercato si concentra, e pochi soggetti finiscono per determinare il prezzo reale del carburante. Il risultato è un sistema che scarica i costi su lavoratori, famiglie e imprese, mentre chi ha accumulato extraprofitti continua a non contribuire in modo equo alla collettività.
Il trasporto pubblico, il trasporto merci, la logistica, il trasporto marittimo e le Vie del Mare sono tutti settori esposti alla crescita dei costi energetici. Lasciare che ogni azienda affronti individualmente un’emergenza di questa portata significa aumentare il rischio di riduzione dei servizi, difficoltà economiche e ricadute occupazionali.
Per questo FILTCGIL, FITCISL e UILTRASPORTI chiedono nuovamente alla Regione Campania di convocare con urgenza un tavolo con le parti sociali, le imprese e i soggetti istituzionali competenti, affinché la Regione possa rappresentare al Governo la gravità della situazione e contribuire all’individuazione di interventi immediati.
Serve un’azione su più livelli:
• sostenibilità economica delle imprese di trasporto;
• tutela dei servizi pubblici;
• sostegno alla logistica e all’autotrasporto;
• protezione del reddito di lavoratori e famiglie;
• verifica dell’andamento dei prezzi lungo la filiera dei carburanti;
• difesa della concorrenza reale e trasparenza del mercato.
«Avevamo avvertito che il problema sarebbe esploso. Oggi rischiamo di arrivare alla paralisi degli approvvigionamenti. Non c’è più tempo da perdere», ribadisce Lustro.
La mobilità delle persone e delle merci è un’infrastruttura essenziale dell’economia. Se si ferma il trasporto, si ferma una parte significativa del Paese. Il caro carburanti non può diventare l’ennesimo costo scaricato sul lavoro, sulle imprese e sulle famiglie. La Regione intervenga subito e si faccia promotrice presso il Governo prima che l’emergenza diventi paralisi.