Caserta. Otto condanne per i fiancheggiatori del clan Belforte accusati di usura, estorsione, concorso esterno in associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni.

Caserta. Otto condanne per i fiancheggiatori del clan Belforte accusati di usura, estorsione, concorso esterno in associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni. Il giudice per le udienze preliminari di Napoli ha accolto la richiesta del pm Luigi Ladolfi e ha condannato otto dei nove imputati. Assolto, come richiesta dal Pm Roberto Piccolella, accusato di riciclaggio di capitali illeciti.

Ecco le condanne: Eremigio Musone, dieci anni di reclusione; Francesco Tammaro, sei anni e otto mesi; Simmaco Zarrillo, sette anni e sei mesi di reclusione, sua madre Maddalena Delli Paoli dovrà scontare sei anni e otto mesi. Condannati con pena sospesa e senza l’aggravante del metodo mafioso gli altri imputati che rispondevano solo di intestazione fittizia di beni: Annamaria Aduleia, un anno; Angelo Musone, un anno e 4 mesi. Il pentito Claudio Buttone, nipote dei boss Belforte, dovrà scontare un anno e 4 mesi con le attenuanti riconosciute ai collaboratori di giustizia. per il quale la sentenza di colpevolezza è «alleggerita» dall’articolo 8 della legge sui collaboratori di giustizia. Per lui il gup ha stabilito un anno quattro mesi oltre a 400mila euro di multa. Le indagini, effettuate dai finanzieri della Compagnia di Marcianise, permisero di individuare i presunti fiancheggiatori del clan Belforte. Ieri la sentenza del giudice per le udienze preliminari con rito abbreviato.