Caserta .E’ degli anni cinquanta, precisamente del 1954, l’adozione del falco come simbolo della società. Venne, infatti, istituito un apposito concorso sul quotidiano “Il giornale”, con vittoria del disegno di Gerardo Miscuzzi. Questo simbolo subirà poche modifiche nel corso del tempo. Gli anni ’50 non sono da ritenere positivi per il calcio nella nostra città. La squadra, infatti, conclude la prima annata (1950/51) di C nazionale al quarto posto nel girone D, per poi ottenere il nono posto nella successiva, posizionamento che condanna i rossoblù alla retrocessione. Seguono anni bui, con la retrocessione in promozione (quinta serie, anno 1952/53), ritorno in quarta serie (1953/54) e la permanenza in essa tra il 1954/55 ed il 1956/57. Al termine di questa stagione, grazie al terzo posto, la Casertana ottiene la possibilità di essere ammessa all’Interregionale di prima categoria, in sostanza mantiene la serie. Il 1957/58 segna invece il ritorno in serie C, ottenuto con un nono posto che dà diritto alla promozione per l’esclusione della Cirio. Gli anni ’50 si concludono con un quindicesimo posto nel girone B di serie C, la prima partecipazione alla coppa Italia (eliminata al primo turno) e la nuova retrocessione in serie D dopo il diciassettesimo posto nel girone C di serie C. Seguono tre annate di D con la promozione nel 1962/63 in C (primo posto gruppo F). Gli anni ’60 sono anni di ritrovata vitalità per il sodalizio di Caserta, che si piazza anche nei primi posti della terza serie, sfiorando quindi la promozione. Promozione ottenuta sul campo nel campionato 1968/69, ma poi tolta per presunte “combine” denunciate dal Taranto. Scoppiarono varie rivolte a Caserta per questa penalizzazione, incoraggiate persino dalla giunta comunale. Queste proteste (estate 1969) non evitarono la penalità di sei punti, che costrinsero i “falchetti” a giocare un altro anno di serie C.
Appuntamento a dicembre, quando usciranno tre articoli di “Quella volta che…” (10, 20 e 30 dicembre)