COMINCIA A VACILLARE L’IMPIANTO ACCUSATORIO DELLA PROCURA PER LA CONCESSIONE DELL’AREA SAINT GOBAIN A CASERTA

redazione gianclaudio de zottis

CASERTA – Comincia a cadere pezzo dopo pezzo l’impianto  della Procura di S. MARIA CV, per chiedere e ottenere dal gip il sequestro dell’area ex Saint Gobain.  L’ipotesi della Procura, a vario titolo, è di abuso d’ufficio e lottizzazione abusiva, ma dinanzi al Tribunale del Riesame, è cambiata tutta la situazione, i  presupposti accusatori non reggono. Sono state rese note le motivazioni che hanno indotto l’organismo presieduto da Massimo Urbano ad accogliere, il ricorso presentato  dall’avvocato Bernardino Lombardi, disponendo la rimozione dei sigilli dell’area destinata ad accogliere una lottizzazione residenziale di circa 300 unità.
Già nelle settimane scorse il Riesame si era pronunciato con un dispositivo, ieri poi il deposito delle motivazioni. Secondo il collegio sussiste infatti «la piena legittimità del permesso» e «ogni tentativo di ipotizzare una lottizzazione abusiva sarebbe per il collegio del tutto desitutita di fondamento e vana nonché privo di elementi sin dall’ipotesi di abuso d’ufficio». Il tribunale ha reso pubbliche le motivazioni dell’annullamento del decreto di sequestro, aderendo alla tesi difensive in virtù, si legge agli atti, della «fondatezza dell’assunto del ricorrente e dell’insussistenza del fumus delle ipotesi criminose». Secondo l’accusa il permesso concesso alla Planta Global di Capacchione «si allarga a edilizia residenziale ma il piano regolatore prevedeva insediamenti produttivi. Una tesi alla quale il gip aderisce perché l’area ricade in piano Asi». Ebbene, secondo il collegio «il consulente della procura “suggestiona” pm e gip» e «l’intero itinerario argomentativo è destituito di fondamento».